Tra i tanti temi offerti dal weekend Superbike a Donington, troviamo certamente la crisi profonda vissuta dalla Honda tra le derivate di serie.

Se Yamaha e Kawasaki si giocano il titolo iridato grazie ai fenomeni Razgatlioglu e Rea, la Casa di Tokyo annaspa in un tunnel che non sembra trovare fine.

SBK: grande BMW a Donington, ma ora serve la giusta costanza

Bautista mai a suo agio


Nella classifica Costruttori la Honda è fanalino di coda con 74 punti (e nemmeno un podio all'attivo), lontanissima dai 191 della Kawasaki e 187 della Yamaha. La Honda CBR 1000 RR-R non decolla – usiamo un eufemismo – e a risentirne sono i piloti, in primis Alvaro Bautista.

A Donington, lo spagnolo ha concluso Gara 1 all’ottavo posto con un distacco di 37 secondi da Toprak, gap “sceso” a 22 secondi in Gara 2, manche disputata in condizioni d’asciutto e conclusa dal #19 al decimo posto. Distacchi abissali per una pista relativamente corta come quella britannica, dove Bautista era riuscito persino a salire sul podio nel 2019, quando guidava una Ducati. Significativo il divario sul giro singolo: il best lap fatto segnare da Bautista nella seconda manche (1'29.104) è ben lontano dal giro veloce fatto segnare da Rea in 1'28.078.

Alvaro invoca una moto tutta nuova: gli aggiornamenti elettronici non bastano a mettere una pezza alla difficile situazione tecnica vissuta in Honda e nemmeno l’arrivo di Leon Camier nel box ha portato la svolta sperata. Eppure, nel corso dei test invernali i jap non erano rimasti a guardare: a Barcellona erano stati introdotti un nuovo forcellone, un nuovo scarico e un sensore di coppia. Tutti accorgimenti che non hanno né modificato il carattere della CBR né facilitato la vita dell'ex pilota MotoGP, mai in grado di sfruttare il punto forte del suo stile di guida, ovvero la percorrenza in curva.

Haslam, bene in Inghilterra, ma...


Se Bautista piange, Leon Haslam non ride di certo. Il figlio d’arte ha colto sinora solamente 41 punti, contro i 57 del compagno di box. In Gran Bretagna, respirando l’aria di una pista ben conosciuta, Haslam ha rialzato la testa, cogliendo un quarto posto nella Superpole Race che rappresenta il punto più alto della sua stagione. Toccherà aspettare il prossimo round di Assen per capire se si è trattato di un risultato sporadico o di una reale crescita: vista la situazione tecnica, tendiamo più a credere alla prima ipotesi.

Per quanto possano impegnarsi gli uomini nel box, è necessario che la Honda creda seriamente nel progetto Superbike: tanti, piccoli aggiornamenti alla CBR non bastano certo a colmare il grande gap creatosi con la concorrenza, che dal canto suo non resta certamente ferma.

Ma il punto è proprio questo: quanto interessa realmente il WorldSBK alla Casa giapponese? Questa torrida estate, in cui verranno definite le selle per il 2022, servirà a schiarire idee e progetti in vista di un futuro che appare, nuovamente, nebuloso. Con lo spettro di un'altra stagione da vivere nel ruolo della comparsa all'orizzonte.

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