Si sa, il motorsport è strano, e non sempre le previsioni di inizio stagione si rivelano esatte una volta scesi in pista i piloti. Lo sa bene Tito Rabat, che dopo aver lasciato la MotoGP ed essere sbarcato in Superbike, come portacolori del team Barni, non ha ancora colto quei risultati che in molti si aspettavano. Il primo però a non essere colpito dalla cosa è proprio Tito, che conferma senza giri di parole la mentalità con la quale ha iniziato la sua nuova vita nelle derivate.

“Dopo essere stato uno dei piloti a conquistare più punti in una singola stagione in Moto2 nulla mi può fare davvero male. Ho iniziato questa avventura senza aspettative – racconta lo spagnolo - perché so come funziona questo mondo: all’inizio tutti pronosticano i migliori risultati, ma fino a quando non succede non credo a nulla di tutto questo. Di conseguenza le difficoltà avute in queste prime gare non mi hanno turbato, e non mi hanno tolto la voglia di correre e lavorare”.

Cosa in particolare non sta funzionando?

“Non so come rispondere. Ci sono tanti fattori in ballo, dentro e fuori dalla pista. Personalmente sto dando il 100% e conosco il mio valore, che certamente è maggiore rispetto a quanto espresso finora in Superbike, quindi resto calmo e motivato”.

Sotto quale aspetto il passaggio da MotoGP a Superbike si sta rivelando più difficile?

“La differenza principale risiede nelle gomme. Le Pirelli regalano tanta confidenza, ma dipende molto anche dalle diverse moto. Ci sono tanti piloti veloci in questo campionato, che in base a come lavorano insieme gomme e moto riescono più o meno a rendere. Io sono consapevole di aver faticato finora, e per questo devo lavorare”.

Hai studiato i dati dei tuoi compagni di marca? Cosa hai dedotto?

“Ho notato che perdo tanto terreno nelle curve veloci, il che è strano perché normalmente sono le curve in cui mi esprimo meglio, ma sono sicuro che se imbocchiamo la strada giusta tutto tornerà come prima”.

Rabat: "Futuro? Cerco la strada giusta"


Hai già pensato al tuo futuro?

“Al momento spero solo di trovare la strada giusta per sfruttare il mio potenziale. Barni? Non abbiamo ancora parlato, siamo troppo occupati a risolvere i nostri attuali problemi (ride ndr)”.

Pensi ancora alla MotoGP?

“Il fatto che non corra più in MotoGP non ha mutato la mia vita o la mia passione per le moto. All’inizio mi è dispiaciuto, ma in poco tempo ho capito che posso comunque ottenere grandi risultati e divertirmi. Di conseguenza penso solo a trovare la strada per farlo”.

Il prossimo anno Ducati schiererà otto moto in MotoGP, con un grande supporto a tutti i team. Questo ti lascia un po’ di amaro in bocca?

“Durante la mia avventura in MotoGP non mi è mai piaciuto essere tra le ultime Ducati nelle gerarchie, ma ora non serve parlarne. Nella vita si si vivono alti e bassi, ma l’importante è sempre continuare a lavorare senza mollare”.

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