Assen è fresca, così dicono. Confermiamo, ricordando l'eccezionale nevicata vissuta nella primavera 2019. Stavolta, invece, la SBK vi correrà in estate, ma non pensate che lassù si toccheranno temperature come quelle registrate a Jerez circa un anno fa.

Brembo sa bene e meglio di noi tutto questo, infatti, ha preparato per l'occasione materiale realizzato ad hoc. Essendo quella olandese una pista ricca di curve - ben sedici, ognuna diversa dall'altra - gli impianti frenanti lavorano in modalità particolare.

Cioè, generando frenate poco impegnative. La decelarazione più decisiva è nel punto "1", dove si passa da 271 chilometri orari a 107, con un carico sulla leva di 4,6 chilogrammi. Nei restanti tratti, come spiegato dal comunicato ufficiale, ci sarà tempo per far raffreddare i freni, che manterranno temperature di esercizio buone.

L'importante è essere fluidi, ma occhio all'ultima "esse"


Essendoci pieghe a destra e a sinistra, in successione, si frena poco e con grande modulabilità. Però, bisogna fare attenzione ad un punto storico, insidioso, affascinante, teatro di sfide all'ultima staccata. Parliamo della chicane che precede il traguardo, una esse più che difficile.

Proprio lì, ad esempio, si consumò il dramma tra Pierfrancesco Chili e Carl Fogarty, ve lo ricordate? La SBK del 1998 li vedeva in lizza entrambi per il titolo, ma fu l'inglese ad uscirne lanciato verso l'iride. Il bolognese, invece, masticò amarò nella ghiaia olandese.

E che rissa dopo! Accadrà anche quest'anno? O vedremo il taglio di chicane effettuato da Valentino Rossi nel 2015, ai danni di Marc Marquez? Comunque sia, quel punto è delicato e determina, spesso, finali da ricordare anni dopo. Speriamo che sarà ancora così.

RC Corse ed Eugene Laverty assenti ad Assen SBK