Weekend di luci ed ombre per Alvaro Bautista ad Assen. Per la prima volta in stagione, il pilota spagnolo di Casa Honda ha trovato la fiducia necessaria a "lasciarsi un po' andare" in sella alla sua Fireblade, ma il risultato non è stato esattamente quello sperato dal 36enne castigliano, che lascia l'Olanda con i soli 11 punti conquistati in Gara 2.

"Sono un po' inca****o, perché penso che ieri, e anche la gara di stamattina, sarebbero potute essere come Gara 2", ha candidamente ammesso Bautista a fine giornata. "Il mio passo era lo stesso e penso che in entrambe le gare avrei potuto lottare per le prime sei/sette posizioni. Certamente non è ciò che vogliamo, ma è meglio che cadere, no?".

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Bautista: "In Gara 2 ho cercato di non rilassarmi"


Dopo aver chiuso le prime due gare finendo ruote all'aria, ad Alvaro serviva una buona prestazione per ritrovare un po' di morale. Proprio per questo il #19 ha raccontato di aver affrontato la corsa nel modo più accorto possibile.

"Oggi è stato difficile, perché dopo due cadute era importante finire la gara e provare a ritrovare la fiducia. Ho fatto una buona partenza, ma nei primi giri sono rimasto abbastanza controllato, per verificare le condizioni della corsa. Poi ho iniziato a tenere il mio ritmo, senza provare a superare il limite, perché ogni volta che non posso dire 'cerco di superare il limite', ma che ho la giusta fiducia nella moto - per poter guidare senza preoccupazioni -, succede sempre la stessa cosa: cado" ha spiegato lo spagnolo, analizzando il suo approccio alla corsa.

"Oggi in Gara 2 ho cercato di non rilassarmi, di restare sempre in campana e non guidare in maniera naturale. Questa è la situazione in cui ci troviamo in questo momento e per la quale devo guidare in questa maniera. In ogni caso sono felice perché alla fine abbiamo chiuso in Top 5. Ho perso un sacco di tempo dietro a Rinaldi, perché credevo che sarebbe riuscito ad andare a prendere Davies, ma in ogni caso, è stato un buon modo per chiudere il weekend, dopo questa mattina".

"Spingo senza ricevere feedback: non so dove sia il limite"


Una situazione difficile da gestire quella in cui si trova Bautista, ma cosa manca al pilota Honda per poter guidare con scioltezza la sua CBR1000RR-R? Alvaro sembra avere le idee chiare sulla risposta. Meno sulla causa del singolare comportamento della sua Honda.

"È molto strano perchè sembra che possa prendere il ritmo, quando sono da solo in prova. Ma è come se spingessi senza ricevere feedback: non so dove sia il limite - ha raccontato -. Durante tutto quest'anno ho provato a fare lo stesso anche in gara. La scorsa stagione sono caduto un sacco di volte, perché cadevo appena buttavo dentro la Honda. Ieri è stata la prima volta che ho avuto abbastanza fiducia nella moto da dire: ok, andiamo. Guidiamo senza pensare 'non posso passare di qui o cado'. È strano perchè sembra che la moto in questo momento non mi dia i riscontri o il feeling per capire che il limite è lì. Guido così perchè posso fare tanti giri, ma più di quello non mi sento di fare. Le volte che l'ho fatto sono caduto".

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