Povero Michael Van Der Mark, che fine settimana nero hai vissuto ad Assen!? Arrivato (finalmente, dopo un anno di rinuncia) all'appuntamento SBK di casa, l'olandese del team SMR BMW ha vissuto più di una difficoltà, per un weekend partito in salita e finito in discesa, in termini di guai e risultati ottenuti.

Abbiamo seguito con attenzione le azioni del numero 60, asso del TT locale. Il round è partito male per lui, perché una rottura gli ha fatto praticamente disertare il venerdì mattina. Dopo pugni elargiti alla sua M1000 RR, il corridore dei Paesi Bassi ha così chiosato: "Ho preso la moto a cazzotti, perché volevo verificarne la resistenza. Devo dire che il cupolino è di grande qualità".

Scherzi a parte, l'ex iridato Supersport ha continuato il lavoro, ma gli episodi storti non erano finiti. D'accordo, considerabile molto buona Gara 1 con relativo quarto posto, ma lui voleva di più nella voglia di onorare il fantastico pubblico presente.

Scivolata conclusa senza danni, per fortuna


Il nubrifagio di sabato notte ha richiesto l'intervento dei pompieri. Gran lavoro da parte dei bestioni nordici che, credeteci, messi a confronto con l'alto Scott Redding, sembrava di vedere l'inglese piccolo come Dani Pedrosa quando incontrò Michael Jordan.

Asciugata la pista, è scattata la Superpole Race. Brutto highside per VDM, sbalzato malamente di sella e ruzzolante nell'erba viscida. Rotola, rotola, prende velocità, sino a sfiorare una barriera di cinta. La moto se l'è cavata con qualche danno, il pilota con una gamba acciaccata.

Meno male che non è accaduto di peggio. Poi. è arrivata Gara 2. Bella rimonta e sesto posto, non abbastanza per un protagonista che puntava al podio. Nonostante tutto, il saluto ai tifosi rimarrà nell'album 2021 come uno dei momenti più belli della stagione.

Passato più prolifico, presente duro, futuro migliore


Non soddisfatto, tuttavia contento. Eppure, nel passato era praticamente sempre salito sul podio di Assen, oppure gli era finito vicino. Con la Supersport vinse la gara del 2014 e relativo titolo di annata. Guidava una Honda Ten Kate 600. Con la 1000, altri risultati eccellenti per l'ala dorata.

Sulla Yamaha, idem. La R1 M veniva condotta in grande stile da VDM, l'olandese volante del Van Drenthe. A fine competizioni, ecco il suo bellissimo gesto: "Ho salutato i tifosi - avvicinandosi - ringraziandoli della loro presenza. Non saremmo niente e nessuna senza appassionati". Poi ha aggiunto: "Non è andata come mi aspettavo, vorrà dire che migliorerò nelle prossime uscite". Chissà come mai, nonostante una classifica poco sorridente, i piloti nordici sono meno lamentosi e più propositivi dei latini.

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