Tra le tantissime persone ad aver festeggiato e gioito per il podio calcato da Andrea Locatelli nella SBK di Assen, una, in particolare, non stava nella pelle per la felicità. Lui si chiama Yuri Danesi, ha quarantanni ed è bergamasco. Proprio come il pilota del team Pata Yamaha with Brixx.

Il quale è, però, più giovane. Danesi, professionista di settore - lavora presso la Stilo Helmets, azienda lombarda per cui ricopre il ruolo di Responsabile Racing Service, affiancando in Formula 1 Valtteri Bottas sulla Mercedes - si prende cura del Loka da parecchio tempo: "Lunghi nove intensi anni - racconta, toccandosi la barba - anche se, a volte, penso che il tempo sia passato molto rapidamente".

E veloce, il suo assistito, ha dimostrato di esserlo: "Se pensiamo che Andrea in Olanda fosse solo al quinto round SBK di carriera - la spiegazione di Yuri - e che abbia già colto un risultato da podio, possiamo dire quanto e come sia uno dei migliori rookie visti nella categoria. Anzi, a dire il vero, i podi sarebbero stati due: senza la penalizzazione patita nella Superpole Race, Locatelli sarebbe tornato a casa con due coppe da mettere in bacheca. I regolamenti, tuttavia, vanno rispettati".

Danesi: "Andrea è una sorpresa, ma io non sono sorpreso"


Con la frase appena letta da voi qui sopra, Yuri descrive il seguente concetto: "Magari, chi non conosceva bene Andrea, poteva rivelarsi sorpreso delle sue prestazioni ad Assen. Ma io dico questo: conosco il pilota sin dai primi chilometri in sella, sin dagli iniziali contratti stilati da professionista. Il Loka è forte, altroché, e ancora lo dimostrerà".

Quello del Van Drenthe potrebbe essere solo il principio di tanti successi? Nessuno ha la sfera di cristallo, però: "Bé - ancora Danesi - ad Andrea piace molto l'univesità delle due ruote, infatti, lì è stato bravo anche nelle classi Moto3 e Moto2. La velocità in curva e la precisione sono due delle sue caratteristiche principali. Ma mica è tutto".

Un altro concetto espanso dal manager del campione Supersport: "Lo abbiamo visto - continua - è arrivato in 600 e ha immediatamente demolito i record di categoria. Ovviamente, grazie ad Evan Bros e al relativo staff. Ora, con la potente e sofisticata R1, è già a suo agio. Il podio del TT è un punto di partenza, non un arrivo".

Offerte multiple, ma il blu è un colore che piace


Ancor prima di Assen, Andrea aveva ricevuto proposte da Marchi diversi da quello di Iwata. Yuri ne svela qualcuno: "A dir la verità, prima di passare da Supersport a Superbike, Locatelli era fortemente corteggiato da BMW. Sul piatto avevamo un ingaggio tre volte superiore rispetto all'attuale. Noi, invece, abbiamo messo il denaro in secondo piano, prediligendo un progetto basato sulla continuità".

Un altro particolare interessante: "Eravamo grati e contenti del lavoro fatto con la Casa dei tre diapason, perciò, non aveva senso cambiare. Infatti, siamo contenti anche oggi. Solo che, rispetto ad un anno fa, la situazione è evoluta: il Loka ed io riceviamo offerte da altri team, veramente interessati a schierarlo sulle loro moto".

La scelta avverrà durante l'estate? Può darsi: "Un contratto con Yamaha già lo abbiamo - appunta- e ci siederemo ad un tavolo per rivederne alcuni parametri. Cie sentiamo molto soddisfatti del team, del capotecnico, di tutto l'organico e del trattamento. Diciamo che, in questo momento, dobbiamo solo aggiustare piccole cose. La nostra volontà è di rimanere, penso che Yamaha pensi la stessa cosa. Il binomio Loka-R1 può ottenere grandi traguardi".

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