Soddisfatto nel complesso per il weekend, meno per come è andata gara-2 (simile a Barcellona). Jonathan Rea esce abbastanza massacrato dal confronto con Toprak Razgatlioglu ed ora il turco prende il largo in campionato con 20 punti di vantaggio a tre round dalla fine. 

Il campione in carica a fine gara-2 analizza che cosa non ha funzionato nella seconda gara e quali correzioni fare in vista del weekend di Portimao 

“Dobbiamo analizzare cosa è successo”


Una domenica dai due volti per Jonathan Rea, forte in gara-1 e meno performante in gara-2 con la gomma soft. Il campione in carica analizza quello che è successo: “Sono piuttosto soddisfatto. Non mi aspettavo di essere così forte a Jerez come in gara-1. Già dalle prime sessioni del venerdì mi sono trovato bene con moto e gomme e ho lottato fino all’ultimo giro con Razgatlioglu in gara-1. In gara-2 con le temperature più altre ho cambiato la gomma e come successo a Barcellona ho avuto dei problemi con la morbida. Non avevo grip sulla spalla, facevo fatica a fermare la moto e commettevo anche degli errori. E’ stato frustrante.” 

Poi aggiunge sulla gara: “Ho battagliato con Locatelli, Bautista e Rinaldi. Ho fatto il possibile ad ogni giro, guadagnando su Rinaldi fino a quando lui ha rallentato. Una volta superato pensavo perdesse terreno ma invece è rimasto lì. Con Locatelli e Bautista invece non ce l’ho fatta, il mio ritmo non era lento ma non era abbastanza veloce per riuscire a passarli. Penso di aver dato tutto e tirato fuori tutto il potenziale della moto ma siamo un po’ al limite con alcune cose.”

Il campione in carica torna anche sul contatto con Razgatlioglu in gara-1 ed il rischio di caduta e spiega: “Fortunatamente mi ha preso solo lo scarico e non la ruota posteriore, altrimenti sarei caduto. Da Razgatlioglu te lo devi aspettare, specialmente nei primi giri è aggressivo e vuole essere subito davanti, come a Barcellona alla prima curva con poco spazio è passato lo stesso. E’ veloce e può farlo avendo la giusta confidenza con la moto per scappare poi via. Le gare sono queste e cercherò di ricambiare il favore a Portimao.”

“Ho bisogno di un’arma con la quale combattere”


Trovandosi a 20 punti da Razgatlioglu a tre round dal termine del campionato, Jonathan Rea ha bisogno di portare a casa punti importanti a Portimao, una pista a lui congeniale. “Ci sono alcune cose che possono andare a nostro favore a Portimao, è una pista che mi piace. Ho bisogno però di capitalizzare, che vada tutto giusto. Mi piace questa sensazione di essere con le spalle al muro: è successo lo stesso con Davies nel 2016 quando avevo un gran margine in campionato, con Bautista quando ha vinto quattro round di fila e con Redding quando è caduto l’anno scorso in Australia. Ho bisogno però di un’arma con la quale lottare. Dobbiamo sistemare quei problemi che abbiamo adesso, soprattutto la soft con il caldo.” 

“In questo momento penso alla famiglia di Berta Vinales”


L’alfiere Kawasaki torna su quanto successo ieri in Supersport 300 con la morte del cugino di Maverick Vinales e pensa alla situazione attuale: “Penso che il Motorsport abbia ancora dei problemi di sociopatia, zero emozioni. Delle volte abbiamo degli incidenti ma ritorniamo subito in sella facendo poi il tempo. E’ così difficile vederlo e non focalizzarti sul tuo lavoro. Nello stesso istante non penso a me stesso ma alla sua famiglia, è un ragazzo di 15 anni. La famiglia, gli amici ed il team hanno perso un giovane pilota con un gran potenziale. Non è un pilota ma una persona, figlio, fratello, cugino…E’ triste, l’unica consolazione è che è morto facendo quello che amava. Alla sua età non ci sono ragazzi che hanno questa opportunità. Sappiamo tutti che è pericoloso e non pensi mai possa capitare. Sia Dorna che la Sbk hanno accettato le opinioni dei piloti sulla sicurezza. Abbiamo avuto un briefing la scorsa notte sulle gare. E’ un momento di grande emozione per tutti ma specialmente per la sua famiglia.” 

Poi sulla Supersport 300 conclude dicendo: “E’ facile lanciare accuse quando tutto va male. Dobbiamo calmarci tutti perché è parte dello sport. E’ una questione di opinioni. Nelle gare le cadute e le vie di fuga non dovrebbero  innescare investimenti di un pilota a terra da parte di un altro pilota. La tecnologia aiuta l’abbigliamento ad essere sempre più sicuro, anche l’airbag è sempre più attivo per la sicurezza. Non voglio lanciare accuse su piloti e categoria, non hanno bisogno di altri pesi sulle spalle.”