La domenica di Jonathan Rea sul circuito di Portimao è stata a due facce, con la caduta nelle battute iniziali della Superpole Race la mattina ed il grande trionfo in Gara 2 nel pomeriggio dopo essere scattato dalla decima posizione, con una vera e propria prova di forza che gli ha permesso di restare ancora in piena corsa per il titolo mondiale.

Quella di Gara 2 penso sia stata la miglior partenza della stagione per me. Sono riuscito ad imporre fin dall'inizio il mio ritmo e mi sono portato davanti nonostante il deficit di velocità massima rispetto alle altre moto”, spiega il nordirlandese al termine del weekend. “Sapevo che avrei dovuto prendere qualche rischio, ma il mio passo era davvero buono e la moto si guidava bene in buona parte della pista, perciò ho cercato di stare calmo e di portare a casa il risultato di cui avevo bisogno”.

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“Tutti possiamo commettere degli errori”


Il pilota della Kawasaki è poi stato critico con sé stesso: “Entrambe le cadute sono state causate da miei errori. In Gara 1 sono scivolato perchè stavo forzando troppo per cercare di stare davanti a Redding e Razgatlioglu, mentre quella della SP Race è stata per via della foga. Faceva freddo e ho esagerato, ma come ha dimostrato Toprak in Gara 2, tutti possiamo commettere degli errori e cadere quando guidiamo al limite”.

In un mondiale così combattuto e dal livello così alto bisogna guidare sempre al cento per cento, bisogna accettare eventuali sbavature. In Argentina sarà tutta un'altra storia, con una pista completamente diversa e altre battaglie che ci aspettano. Mancano ancora sei manche prima della fine della stagione, perciò è tutto ancora da decidere ed è evidente che può accadere di tutto”, aggiunge il sei volte campione del mondo.

Infine, non è mancato uno sguardo ai prossimi impegni: “Spero si riesca ad andare sia in Argentina che in Indonesia, ma sinceramente non sono preoccupato, perchè in caso di un'eventuale cancellazione Dorna troverà un rimedio e garantirà a tredici round. Sarebbe un peccato finire anzitempo un mondiale così incerto”.

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