Questo mondiale Superbike ha vissuto finora sul bellissimo duello tra il turco Toprak Ragzatlioglu e il Re della categoria, Jonathan Rea. Una battaglia che troverà la sublimazione nel magnifico finale testa a testa, per una conclusione tra le più incerte e belle, soprattutto dopo l’era in cui la supremazia di Jonathan ha davvero monopolizzato il Mondiale.

Un campionato che, però, nella sua storia aveva offerto tantissimi finali conclusi soltanto alla bandiera a scacchi dell’ultima gara.

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2002


Se pensiamo ai grandi finali della SBK, non si può che partire dalla gara del secolo di Imola 2002, con la battaglia tra Troy Bayliss e Colin Edwards, che giunsero all’ultima gara separati da un solo punto. Troy vinse 14 gare e Colin 11 ma tra queste ci furono le ultime nove tutte consecutive. I due disputarono due gare pazzesche in solitaria con una cinquantina di sorpassi per ogni manche. Alla fine furono portati ambedue in trionfo per uno spettacolo che fu una vera perfezione agonistica adrenalinica, e il Mondiale andò meritatamente a Colin.

1998


Un altro finale davvero thrilling fu quello della stagione 1998: nella penultima prova ad Assen ci fu la famosa scazzottata tra Pierfrancesco Chili e Carl Fogarty per il contatto a 280 km/h nel curvone finale. Purtroppo la successiva scivolata di Frankie all’ultima “esse” tolse ogni speranza iridata al bolognese lanciando verso un pazzesco finale a tre: Fogarty contro Aaron Slight e Troy Corser. Il 4 ottobre a Sugo si svolse una delle tappe più incredibili e rocambolesche della storia della SBK. Nel warm up Corser (leader del Mondiale alla vigilia dell’ultimo weekend) cadde pesantemente e rimediò un tremendo pneumotorace che lo spedì in ospedale, lasciando a contendersi la corona mondiale Foggy con la Ducati del Team Tardozzi e Slight con la RC45 Castrol ufficiale.

La Honda decise di affidare al neozelandese la potentissima moto che aveva dominato la 8 Ore di Suzuka ma il malcapitato Slight si accorse subito che la troppa potenza male si adattava ai tornantini e ai curvini del saliscendi di Sugo. La gara fu una tortura per uno Slight innervosito e incapace di andare oltre un settimo e un sesto posto mentre Fogarty in preda a una tranche agonistica ingaggiò una vera battaglia contro le numerose e velocissime wild card nipponiche. Finì terzo in Gara 1 vinta da Keiichi Kitagawa e soltanto quarto nella seconda gara vinta da Noriyuki Haga ma questi piazzamenti gli consentirono di vincere il titolo per soltanto 4,5 punti su Slight.

1988


Come non ricordare il finale della primissima stagione 1988 sul circuito di Manfeild, in Nuova Zelanda, dove Davide Tardozzi arrivò con la sua Bimota in testa al Mondiale tallonato da Fabrizio Pirovano (Yamaha) e Fred Merkel (Honda). Tardozzi fece la pole ma in gara pagò il nervosismo e finì quinto dietro a Merkel primo e “Piro” secondo. In Gara 2 l’epilogo incredibile con Tardozzi che scivolò nel giro di riscaldamento e non riuscì a ripartire, poi anche Pirovano ebbe problemi e a Merkel bastò un quinto posto per vincere il primo titolo davanti al “Piro” e a un affranto Tardozzi.

Insomma sono davvero tantissime le stagioni SBK che ci hanno regalato un finale davvero spettacolare e questo 2021 potrebbe davvero tornare alle vecchie tradizioni, con il bellissimo duello tra Toprak Ragzatlioglu e Jonathan Rea che finora ci ha davvero fatto appassionare.

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