SBK, Redding: “Ducati? Triste andar via quando le cose vanno bene”

SBK, Redding: “Ducati? Triste andar via quando le cose vanno bene”© GPAgency

Dopo la vittoria ottenuta in Gara 2 a San Juan, Scott guarda alla lotta che attende Rea e Razgatlioglu a Mandalika, in quella che sarà la sua ultima uscita con la squadra di Borgo Panigale. Ecco le sue parole

17 ottobre

Nell'ultima corsa del weekend è arrivata la zampata di Scott Redding. Sfumata di un soffio la vittoria della Superpole Race, il britannico del team ufficiale Ducati ha stemperato la delusione centrando un netto successo in Gara 2, dove si è imposto dopo una prima fase di studio dei suoi avversari.

"L'avevo detto che, se vogliono vedere questo lato, allora anch'io avrei guidato in modo aggressivo. È ciò che ho fatto questo fine settimana, mi sono fatto vedere smettendo di essere il pilota che guida in maniera sicura, perché non porta niente" dice Scott a fine gara, togliendosi più di un sassolino dallo stivaletto. "Potevo unirmi a loro ed è ciò che ho fatto e sono anche riuscito a batterli. È stata una buona giornata per me, anche la Superpole Race è andata molto bene - continua Redding, analizzando la sua domenica -. Di solito non è uno dei nostri punti di forza, ma ero molto veloce. Ho tentato una manovra su Toprak che non pensavo fosse davvero possibile, senza sapere se ce l'avrei fatta o no. Lui era pronto a re-infilarsi, ma è andata bene lo stesso, perché gli ho mostrato che ci avrei provato. Quello è stato il primo passo. Gara 2 è stata il secondo. Ci ho provato, ci ho riprovato e ci ho provato di nuovo. Non vedo l'ora di rivedere la gara, perché non ricordo nulla di ciò che è successo. C'erano Bassani, Johnny, Toprak e poi io, e non sapevo cosa stava succedendo. Ma andavo molto bene, mi sono portato al comando, ho sentito che Toprak si sava infilando all'interno e ho frenato troppo tardi ed è tornato davanti. Sembrava la stessa cosa successa stamattina nella Superpole Race: sono andato fuori pista, ha preso margine e sono tornto sotto. Ma sto spingendo. Mi sto spingendo al limite per vincere delle gare. In generale, sono felice di aver chiuso la mia prima volta a San Juan con una vittoria".

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Una gran prestazione che va a chiudere un weekend comunque agrodolce, visto che il Round argentino ha aritmeticamente sancito la fine della corsa al titolo del ducatista. Ma il #45 non vuole vedere questa vittoria come il riscatto della caduta di sabato

"Ieri era ieri e so che non è stata colpa mia - ribatte Scott -. Ho mostrato comunque di essere forte e ho mostrato di avere la determinazione per rimontare in mezzo al gruppo. Cadendo ho perso il primo e secondo posto in campionato, ma è quello il momento in cui devi rialzarti e devi continuare a provarci e a spingere. Ho spinto e sono arrivato nono. Oggi ero secondo e poi ho vinto. Solo felice delle mie performance nel weekend. Due cadute, ma ho chiuso con una vittoria, dimostrando che ero forte. E poi andremo in Indonesia dove giocheremo tutti alla pari".

Con Razgatlioglu e Rea a giocarsi il titolo, a Mandalika potrebbe essere proprio Redding l'ago della bilancia?

"Bisognerà vedere. Stanno lottando intensamente e io non voglio averci niente a che fare. Possono lasciarmi andar via. Io voglio solo guardare la gara e vedere che succede. Johnny non può permettersi di fare errori perché altrimenti è fuori, quindi la situazione è più a vantaggio di Toprak. Bisognerà vedere come andranno su questa nuova pista e vedere se avranno qualche strategia da provare per fare punti. Ma non è più la mia partita. Io sono fuori dalla lotta e questo è ciò che farò".

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A prescindere da cosa accadrà, quello in Indonesia sarà lo stesso un fine settimana che resterà impresso nella memoria del britannico che vedrà chiudersi la sua avventura con la Ducati, dopo tre stagioni trascorse tra BSB e Mondiale SBK. Tre anni in cui non sono mancate né le gioie, né tantomento i dolori.

"Sarà triste a essere onesti, perché abbiamo disputato delle belle stagioni insieme - racconta -. Molte vittorie, tanti podi. È triste perché te ne vai quando le cose stanno andando bene, ma è quello che è. Le decisioni sono state prese per una ragione. Resto fedele a quel che è, perché non si sa mai ciò che può riservare il futuro. Magari tra qualche anno tornerò anch'io. La moto è buona, il team è fantastico. Non posso dire niente a nessuno in Ducati, voglio solo vincere ed è ciò che farò".

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