SBK, Sykes non vuole restare a piedi: “Ho 36 anni, ma me ne sento 25”

SBK, Sykes non vuole restare a piedi: “Ho 36 anni, ma me ne sento 25”© GPAgency

“Sono stato tagliato fuori da alcune decisioni prese ad agosto e senza opzioni” spiega il pilota di Huddersfield, che vorrebbe ancora far parte del Mondiale ma lascia le porte aperte a qualsiasi soluzione futura. Ecco le sue parole

21 novembre

Un quinto posto per chiudere al meglio l’avventura nel Mondiale, nel quale Tom Sykes vorrebbe sicuramente tornare. L’inglese, rientrato dal lungo (e a detta sua pericoloso) infortunio alla testa di Barcellona, non le manda certo a dire sul trattamento ricevuto da BMW che lo ha “tagliato” ad agosto e per il quale risponderà a suo modo cercando una sistemazione tra BSB, MotoAmerica ed altre soluzioni.

Dopo aver analizzato le due gare a Mandalika, Tom ha infatti polemizzato sulla decisione di BMW di tagliarlo fuori, per sostituirlo con Redding.

Sykes: “Un piacere guidare la moto sul bagnato”


Sykes non nasconde di essersi divertito a guidare la sua M1000RR sul bagnato di Gara 2. L’asfalto ha retto bene ed è venuta fuori una gran bella gara sia per lui che per Van Der Mark andato a podio. “E’ stato un piacere guidare in queste condizioni, il bagnato rende le gare più divertenti. Penso che oggi ogni pilota sia rimasto piacevolmente sorpreso dal livello di grip dell’asfalto. Noi vicini alle posizioni che contano? Con il bagnato si riesce a guidare sopra ai problemi, diverso invece con l’asciutto. Sono contento per Van Der Mark, risultato che ha meritato.” 

Sulla BMW dice: “E’ stata una stagione agrodolce. Durante l’anno abbiamo dovuto sviluppare la moto ed allo stesso tempo disputare le gare, una cosa molto complicata. In un campionato così normalmente ci si dovrebbe concentrare solo sulle gare ma sfortunatamente sono stato tagliato fuori da alcune decisioni della squadra ad agosto che mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca. Ma in generale ci sono stati degli aspetti positivi.”

“Sto ancora lavorando sul futuro”


L’inglese si sta ancora guardando intorno per cercare una sistemazione per il prossimo anno, situazione non facile visto il poco tempo rimasto per chiudere qualsiasi contratto. “Per il futuro non ci sono ancora conferme, sto lavorando. E’ un peccato, questo weekend sono tornato da un infortunio per il quale nessuno ha capito la grave entità. Mi sono qualificato in seconda fila e sull’asciutto avevo qualche problema ma sul bagnato il potenziale c’era. Vorrei continuare nel Mondiale come è stato per questi 13 anni ed ho il potenziale per farlo. Ma siccome una porta si chiude ed un’altra si apre mi guarderò intorno”.

BSB e MotoAmerica li considero, nonostante in quei campionati i circuiti siano un po’ più stretti - dice - . Il Motociclismo rimane comunque la mia passione. Quando ero campione Superbike e correvamo a Laguna Seca, a Marcel (Duinker, l’ex capo tecnico) ho detto che mi sarebbe piaciuto correre un anno nel campionato americano. Sicuramente è un campionato che mi interessa. Il BSB lo conosco perché ci sono stato, è ben organizzato e competitivo e se ci andrò lo farò con un obiettivo specifico. Ho 36 anni ma me ne sento ancora 25 e mi diverto e vedrò cosa riuscirò a fare”.

Su un eventuale approdo nell’EWC conclude dicendo: “Non sono sicuro di avere altre opzioni con BMW. Ci sono cose che stanno andando avanti. Adesso che il Mondiale è finito mi siederò al tavolo ed analizzerò tutte le alternative”.

 

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