SBK Indonesia, Bautista: “Honda? Anni difficili, ma mi sento un pilota migliore”

SBK Indonesia, Bautista: “Honda? Anni difficili, ma mi sento un pilota migliore”© GPAgency

"Mi aspettavo di essere più competitivo" dice Alvaro che, prima di tornare a vestire i panni del pilota ufficiale Ducati, traccia il bilancio delle sue due stagioni con la Casa di Tokyo

21 novembre

Alvaro Bautista non perde tempo: ora che la stagione 2021 della Superbike è ufficialmente conclusa, lo spagnolo è pronto a voltare pagina e togliersi di dosso i panni del pilota Honda, per tornare a vestirsi di Rosso Ducati. "Avrò un test la prossima settimana. Girerò con la mia nuova squadra. Ho il volo questa notte. Avrò un sacco di jet-leg quando arriverò" racconta Alvaro a fine giornata, prima di tracciare il bilancio di questo Round a Mandalika.

"Oggi è stata ancora una giornata difficile, dopo la cancellazione di ieri di Gara 1, per ragioni di sicurezza. Oggi, già nel Warm Up, e poi in Gara 1, mi sentivo un po' peggio rispetto a ieri. In Gara 1, sembrava di essere nelle Libere 1. Ho faticato un po', perché c'era meno grip e in più, con alcune curve ancora bagnate, le condizioni erano davvero critiche. Ho solo cercato di gestire e fare del mio meglio, ma sempre cercando di arrivare alla fine della gara. Abbiamo recuperato qualche posizione, ma il feeling non era un granché".

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Bautista: "In molte zone la pioggia restava sull'asfalto"


Una situazione che non è migliorata nel pomeriggio, dove il 7° posto di Gara 1 si è tramutato in un 10° in Gara 2. "Anche al pomeriggio, quando siamo partiti con il bagnato, in alcune zone c'erano delle pozzanghere sull'asfalto e bisognava stare attenti. Le Curve 5 e 6, in particolare, erano problematiche e anche l'uscita dalla Curva 9 era molto critica, perché c'era un sacco d'acqua in curva. Mi sono limitato a gestire, anche perché non avevo un buon feeling nemmeno sul bagnato. Volevo finire la stagione nel box, non all'ospedale - dice ridendo -. La cosa buona è che siamo riusciti a correre davanti a tutti i tifosi indonesiani. C'era un gran supporto qui. Sono molto felice anche per il layout della pista, che è molto godibile".

Meno piacevole, però, guidare sui ristagni d'acqua in pista. Una situazione che lo spagnolo pensa si sarebbe potuta gestire in modo migliore, in un Paese dove tempeste e monsoni sono all'ordine del giorno.

"Secondo me il circuito deve migliorare il drenaggio dell'acqua, perché in molte zone la pioggia restava sull'asfalto - commenta Bautista -. È vero che qui, quando piove, cade molta acqua in breve tempo, il che non aiuta certo a drenare l'acqua, ma credo che dovrebbero essere più preparati per queste situazioni, viste le condizioni qui. È capitato qua, ma sono sicuro che potrebbe succede lo stesso anche in altre piste, se piove così tanto. Non è colpa al 100% dell'asfalto, ma un insieme di fattori".

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"Quest'anno mi aspettavo un grosso passo avanti, ma non c'è stato"


Alvaro non lo dice apertamente, ma siamo sicuri che l'addio alla Honda non sarà poi tanto sofferto. Del resto, il pilota iberico non usa giri di parole nel descrivere gli ultimi due anni.

"Sono stati più difficili del previsto - racconta -. Quando sono arrivato qui mi aspettavo di essere più competitivo, specialmente dopo che nel mio primo anno in SBK ero stato piuttosto veloce e mi ero trovato a mio agio con la moto. Ma qui ho trovato una moto completamente nuova e partire da zero non è stato facile, per lottare per le posizioni di vertice. In questo secondo anno mi aspettavo un grosso passo avanti, ma non è successo. Abbiamo cominciato la stagione più o meno come lo scorso anno. Quindi, nessun grosso cambiamento. Abbiamo lavorato molto sulla moto. Fortunatamente, più o meno a metà stagione abbiamo deciso di fare un grosso cambiamento: set-up, telaio, tutto".

"Nelle prime gare abbiamo provato un sacco di cose, ma alla fine non abbiamo trovato nulla che potesse aiutarmi ad avere maggior feeling o a essere più veloce, così abbiamo deciso di tenere le migliori soluzioni che avevo trovato e provare a fare un piccolo passo avanti con l'elettronica e la distribuzione dei pesi. Da lì siamo riusciti a essere più consistenti, ma è stato difficile" aggiunge Bautista, che prova a vedere il lato positivo della questione. "Allo stesso tempo, ho comunque imparato tanto, perché nel primo anno in SBK, visto che andavo veloce ed ero competitivo, non mi importava di alcuni dettagli - ammette lo spagnolo -. Forse in quel momento è stato un errore. In questi due anni, invece, ho imparato molto di più su questi dettagli: sulle gomme usate e le varie condizioni. Conosco meglio la categoria, perché questi due anni mi hanno aiutato a imparare di più e guadagnare più esperienza. Mi sento un pilota migliore, perché cerco di estrarre il massimo da qualunque cosa, per andare al massimo. Prima andavo veloce, ma senza sapere come. magari la moto lo era già, o era più semplice".

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