SBK, Honda prepara il test team: aggirata la regola dei 10 giorni di prove

SBK, Honda prepara il test team: aggirata la regola dei 10 giorni di prove© GPAgency

Nelle prove di Jerez fissate a metà dicembre, HRC metterà in pista tre Fireblade ufficiali. Ancora sconosciuto il nome del collaudatore, Tito Rabat figura ideale e libera da impegni futuri

2 dicembre

Il team HRC ha rivoluzionato la squadra, salutando gli esperti Alvaro Bautista e Leon Haslam, accogliendo i giovani Iker Lecuona e Xavi Vierge. La formazione ufficiale dell'ala dorata vuole ripartire nel migliore dei modi, rinfrescando il parco piloti e mettendo mano alla propria tecnologia.

La rinnovata CBR RR-R è pronta allo sbarco in SBK, Mondiale che mette in pista motociclette derivate dalla produzione di serie, debitamente preparate. Dopo aver accumulato dati, ascoltato richieste, raccolto poco con lo spagnolo e l'inglese, la Casa di Tokio - previo la struttura catalana di Alberto Puig - ha deciso che è arrivata l'ora di reagire.

Lecuona e Vierge, duo ambizioso: ma Iker ha aperta la porta MotoGP


Iker ha 21 anni, Xavi 23. Sicché sono entrambi giovani, considerando il panorama generale delle derivate di serie. La scelta di HRC è sensata: parliamo di piloti che, per un motivo o per l'altro, vogliono riscattare delusioni patite o esperienze poco fruttuose.

Inolte, cosa che non guasta, parlano spagnolo, meglio se catalano, come piace ad Alberto Puig, proprietario della Factory locata nei pressi di Barcellona. Al manager Leon Camier, invece, sarebbe ideale la lingua inglese, sebbene lui viva da tempo ad Andorra.

Ma a parte idiomi e culture, l'idea comune e è di vincere. Comprensibilmente e facendo i conti con gli "osti", cioè Toprak Razgatlioglu e Yamaha in primis, Johnny Rea con Kawasaki appena dopo. Lecuona, ex MotoGP, sembra il nome giusto, ma si vociferà che, qualora non tornasse Marc Marquez, il fratello Alex ne prenderebbe il posto, liberando la RC213 V marchiata LCR. Sembrano ragionamenti astrusi, non lo sono: Lecuona avrebbe di fronte una sirena più che invitante.

Tito Rabat, a lui sì che piace girare tutto il giorno


Siccome la sfida in SBK si sta facendo sempre più seria (e costosa) HRC ha pensato di allestire un test team, da sfruttare per provare parti nuove di sviluppo, poi da - eventualmente - girare ai piloti ufficiali impegnati nei weekend di gara. Questa soluzione, per certi versi, è già adottata da Yamaha, che ha in Niccolò Canepa un veloce, bravo e fido collaudatore.

L'idea piace pure a Honda, che cerca una figura simile. Senza inutili paragoni di sorta su Curriculum e capacità, ci viene in mente Tito Rabat, che di moto ne ha guidate un tot. Dalla 125 Grand Prix alla Moto2 - con tanto di titolo - dalla MotoGP alla Superbike.

Peraltro è spagnolo - catalano, per la precisione - e non disdegna affatto girare più che mai. Leggende da paddock descrivono il trentaduenne di Barcellona capace di saltare in sella all'alba e scenderne al tramonto, con pausa giusto per fare benzina e pipì. Al momento, lui appare come la persona giusta di quel ruolo importante e ambito.

Regola dei 10 giorni di test aggirata


Anche se sarebbe più opportuno dire "evitata", perché grazie a test team e figura assegnata a tale mansione, i piloti ufficiali potrebbero fruire delle rispettive 10 giornate di prove, spezzabili in eventuali "slot", costituiti da un totale di quattro ore a uscita, cumulabili in caso di maltempo o altri problemi.

Il test team se ne infischierebbe di calcoli, meteo e altri limiti, poiché "libero" di fare come crede. Risorse economiche e tecniche permettendo. Perciò, nel caso in cui Lecuona e Vierge si ritrovassero a metà stagione 2022 con zero giorni disponibili, ci penserebbe il collaudatore a macinare chilometri e sviluppare pezzi nuovi.

Non ci stupiremmo se Kawasaki, ad esempio, mettesse in campo un proprio test team. Volete dire che ad Akashi, previo la filiale europea e la squadra Provec KRT, non ne abbiano parlato? Secondo noi sì, e già cercano i tasselli per completare il puzzle. 

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