Petrucci con Ducati nel MotoAmerica: un preludio Mondiale?

Petrucci con Ducati nel MotoAmerica: un preludio Mondiale?© Getty Images

Danilo tornerà a difendere il Rosso di Borgo Panigale, correndo nella serie USA. Il campionato a stelle e strisce di Wayne Rainey potrebbe rivelarsi un viatico per la SBK iridata

4 gennaio

Scriviamo questo pezzo mentre il diretto interessato ha, sicuramente, la mente rivolta ad altro. Danilo Petrucci sta ancora disputando la Dakar, competizione che ha visto la sua presenza appesa a un filo per ore, a seguito del guasto tecnico patito dalla sua KTM, che lo ha costretto a giocarsi il "jolly", dopo aver chiesto il recupero nella seconda tappa.

Con la cavalcatura arancione il ternano affronta deserti e sabbia, ma presto tornerà a gareggiare su asfalto. Sapete tutti che il MotoAmerica lo stia attendendo a braccia aperte, perché Oltreoceano c'è bisogno di piloti blasonati e forti come lui, per giunta prossimo al ritorno in Ducati.

Sensazione e logica ci suggeriscono di scrivere quanto leggete: Petrux andrà sì nel paddock di Wayne Rainey, ovviamente ci metterà impegno, passione e velocità, si giocherà grandi risultati, però... scommetteremmo nel suo ritorno nel Mondiale, precisamente in quello SBK. Magari proprio con l'attuale team Aruba, squadra ufficiale legata a Bologna.

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Renato Carosono, in fin dei conti, aveva ragione: chi abbia, almeno per un istante, sognato di vivere come un nativo USA, deve comunque ricordare le proprie origini. Se avete indossato Nike per una vita, bevuto Coca Cola e ascoltato Bruce Springsteen, saprete di cosa stiamo parlando.

Danilo è umbro, eccome se lo è. Petrucci è italiano, caspita se lo è. Il tripudio del concetto è spiegato dalla sua fantastica vittoria in MotoGP, la prima delle due, ottenuta al Mugello nel 2019. Era il 2 giugno, cioè, la Festa della Repubblica. La nostra, la sua. Guidava una Ducati, ovvero, l'italinità fatta a moto. I cordoli erano (e sono) tricolori, come la bandiera nazionale. 

Più di così, impossibile fare. Lo farà anche nel MotoAmerica? Petrux avrà una eccellente chance di carriera, costituita dalla V4 R, staff spedito in loco da Bologna e quant'altro occorra per ben figurare. Eccelente. Poniamo, tuttavia, una questione: qualora egli diventasse campione al primo colpo, rimarrebbe lontano da casa o tornerebbe in Europa?

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A furor di commenti, quindi di popolo, avete incitato la presenza di Danilo in SBK. Un attimo, non in Superbike, in SBK. La differenza, malgrado si creda di parlare di semplici sigle, è questa: Superbike è una classe derivata di serie generica, qualsiasi. La Superbike del Campionato Italiano Velocità, per esempio. Bellissima, ma non Mondiale.

La SBK, con tanto di logo brevettato, registrato e inconfondibile, è categoria iridata. Ci corrono moto anch'esse derivate di serie, però con un regolamento che faccia accedere esclusivamente a quel paddock. Ebbene, Avete detto che Petrucci sarebbe perfetto, avete scritto che sarebbo magnifico (ri)vederlo lì.

Siamo d'accordo. Augurando di fare bene ad Alvaro Bautista e Michael Ruben Rinaldi, titolari dell'Aruba Racing Ducati, apriamo una porta al ternano. Lo spagnolo si gioca l'ultima opportunità di carriera, il romagnolo la conferma in squadra. Se qualcuno saltasse, chi andrebbe a sostituirlo? O a sostituirli? Danilo Petrucci, perché no? Magari, in compagnia di Axel Bassani, già nell'orbita giusta poiché inserito nel Motocorsa. Scusate se questo vi sembra fanta-moto. Vedremo più avanti.

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