Guarì dal tumore alla testa e tornò sul podio SBK: la storia di Whitham

Guarì dal tumore alla testa e tornò sul podio SBK: la storia di Whitham© GPAgency

Tra il 1995 e il 1996 James dovette momentaneamente rinunciare alle corse, temendo per la propria vita. Con grande reazione, pazienza e forza di volontà riprese l'attività, vincendo e facendo innamorare tifosi e avversari

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13 gennaio

Avete letto, vero? Bella la storia di Sam Cox, pilota che ha sconfitto il nemico più terribile e feroce: il cancro, che lo aveva colpito duramente, tanto da costringerlo a un periodo di stop dalle gare, alle quali tornerà ben presto e carico come una molla.

Sarà che il protagonista a lieto fine sia britannico, sarà che a noi i racconti in cui il buono sconfigge il cattivo piacciono parecchio... ci è venuto in mente un altro corridore, davvero arcigno in sella e nella vita, capace di spezzare e non piegarsi. Lui è James Whitham, attuale commentare di Eurosport.

Whitham nel buio momentaneo, poi più lucente che mai


Considerate questo: James appartiene alla scuola dei vari Steve Hislop, Carl Fogarty e John McGuinness. Se lo avete capito, Whitham partecipò alle famigerate Road Races, tra cui il mitico Tourist Trophy. E mica marcava presenza e basta, lui andava forte, esibendo salti e impennate, sebbene fosse giovane e imberbe.

Poi, ebbe le giuste possibilità professionistiche. Tra Supebike nazionale e Classe 500 iridata, l'inglese iniziò a farsi conoscere, sino a meritare selle SBK mondiali. Quando stava andando davvero forte, in sella alla Ducati 916 del team Cinelli, il buio lo colse impreparato, per mezzo di un tumore maligno, in uno dei punti peggiori possibili: la testa.

Si chiama Linfoma di Hodgkin, ed una brutta bestia. Ebbene: senza tediarvi su come egli abbia sofferto, preferiamo dirvi di come sia stato bravo, coraggioso e resistente da uscirne. Addirittura più forte di prima. Durante un'intervista, datata 1996, il numero 69 affermò: "Paura di cadere e farmi male, io?! Bazzecole. Ma di cosa volete che abbia paura, sono guarito da un cancro, nulla mi intimorisce".

Brno 1999: rottura del bacino per James, ma acqua presto passata


Dicevamo? Ah, si: Whitham tornò in SBK, più spettacolare che mai. Se lo avete visto guidare, ci darete ragione: malgrado mezzi non propriamente al top, lui li spremeva come limoni, traendone il meglio. Immaginate il classico Superbiker, sempre di traverso e mai domo. 

Sinteticamente: nel 1997 tornò sul podio con la Suzuki, e la riportò nel 1998. Poi, la chiamata di Kenny Roberts: pronta c'era una Modenas KR3 per la classe 500, inforcata di gran lena e avara di risultati. Gli andò malino, perchè nell'incidente rimediato a Brno, con tanto di incendio e interruzione della gara, ne uscì con il bacino rotto. Altro stop forzato, con tanto di frase significativa: "Suonerò la batteria meglio di prima, e che cavolo!" E lo fece.

Quando approdò, in Supersport, fece faville. Subito, vittoria a Donington Park, a sorpresa, con la moglie in lacrime dall'incredulità. E dire che lui si trovava lì quasi per caso. Dal 2000 al 2002, ancora eccellenti prove, con successi singoli e podi e, soprattutto, l'ammirazione di avversari, tifosi e ambiente. James Whitham, credeteci, sa cosa significhi sfidare i rivali più cattivi. E sa come batterli.

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