Superbike 2022: la Ducati vuole riprendersi il titolo, Bautista all’attacco

Superbike 2022: la Ducati vuole riprendersi il titolo, Bautista all’attacco

La casa di Borgo Panigale non vince il titolo dal 2011, quando Carlos Checa trionfò dominando il campionato davanti a Marco Melandri e Max Biaggi. Con il ritorno di Alvaro Bautista l’obiettivo è chiaro

Seppur le ultime stagioni non possano considerarsi negative in termini di competitività e risultati, la Ducati è alla ricerca di un cambio di tendenza nelle derivate di serie, in cui non vince da 11 anni, un dato inusuale considerata la storia della casa di Borgo Panigale in Superbike, dove ha vinto 31 titoli mondiali tra costruttori e piloti. Più di tutte le altre case.

Per il 2022 la rossa ha deciso di confermare Michael Rinaldi che al primo anno da pilota ufficiale ha raccolto 3 vittorie e il quinto posto generale in classifica e che affiancherà Alvaro Bautista, che ritorna in Ducati dopo due stagioni in Honda, in cui non ha ottenuto grandi risultati.

Nel 2019 dominò la prima metà di stagione


La scelta di Ducati di riprendere Alvaro Bautista non può che considerarsi giusta, il mercato piloti non ha offerto nomi altisonanti e la velocità dello spagnolo è una certezza, cosi come l’efficacia di un binomio che già nel 2019 aveva spaventato Rea e la Kawasaki. Dopo un’ottima carriera in MotoGP, Bautista accettò la sfida Ducati in Superbike e sin da subito mostrò il suo talento vincendo consecutivamente le prime 11 manche, per un totale di 16 trionfi. Solo la grande reazione di Rea nella seconda parte della stagione impedì al pilota spagnolo di portarsi a casa il titolo, obiettivo che adesso, potrà ricominciare a inseguire. Bautista prende il posto di Scott Redding, passato in BMW, il pilota inglese ha mostrato un notevole feeling con la moto italiana, ma l’incostanza di rendimento dovuta ad uno stile di guida che delle volte non si è completamento adattato alle caratteristiche della moto non gli ha permesso di lottare per il titolo.

Sotto quest’aspetto, il pilota spagnolo sembra più adatto, avendo uno stile leggermente più pulito ma allo stesso tempo aggressivo in frenata. In una stagione in cui si prospetta esserci un equilibrio più presente che mai, Alvaro Bautista e Ducati hanno tutte le carte in regola, probabilmente ancora di più rispetto alla loro prima avventura insieme, per provare a lottare per il titolo contro Jonathan Rea e la Kawasaki e soprattutto Toprak Razgatlioglu e la Yamaha.

Rinaldi alla ricerca del salto di qualità


Una delle sorprese della passata stagione è stata sicuramente quella rappresentata da Michael Ruben Rinaldi, dimostratosi non solo veloce, ma anche un seconda pilota affidabile. Lo attesta la conferma e la fiducia mostratagli da Ducati. Tuttavia, la tensione agonistica del pilota riminese deve restare alta, per almeno due motivi: la sella della Ducati ufficiale è molto ambita e vari piloti mirano a salirci, e questo si lega al secondo punto, ovvero le prestazioni sempre crescenti di Axel Bassani, pilota già nell’orbita Ducati e protagonista di una seconda parte di stagione 2021 molto positiva. La giovane età del pilota italiano e uno stile di guida che potrebbe adattarsi alla moto rendono Bassani un possibile futuro pilota della squadra ufficiale, pertanto la stagione che sta per iniziare sarà per Rinaldi doppiamente importante.

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