Campione a 38 anni: Alvaro Bautista è "sprecato" in SBK?

Campione a 38 anni: Alvaro Bautista è "sprecato" in SBK?© GPAgency

Dopo due stagioni sofferte in Honda, lo spagnolo è tornato in Ducati, vincendo il titolo (quasi) a mani basse. Gli avversari danno merito alla moto, ma i colleghi della MotoGP giurano: nella classe regina potrebbe andare forte

21 novembre 2022

Oggettivamente parlando, Alvaro Bautista merita a pieno campo il titolo SBK 2022. La stagione conclusasi a Phillip Island è stata ricca di spettacolo, sorpassi e colpi di scena, mai - tuttavia - ha messo in dubbio la possibilità della spagnolo di titolari con Ducati. Se andate a controllare il rendimento del numero 19 a bordo della Ducati Panigale V4 R, confermerete, altrimenti, leggetevi quanto segue.

Alvaro e Ducati, "avvantaggiati" nel 2022: ne siamo certi?

Lo avete detto voi: Alvaro e la Ducati sono talmente superiori, quasi da "ridicolizzare" gli avversari battuti in SBK. Toprak Razgatlioglu e Johnny Rea hanno viaggiato forte, però non abbastanza per aver la meglio di un pilota che oggi compie la bellezza di 38 anni. Mica è un ragazzino, anche perchè papà di famiglia e poco avvezzo a tempo utilizzato per cose diverse dalle corse.

Si è tanto discusso del rapporto peso pilota-moto, appuntando vantaggi fruiti dallo spagnolo: può darsi che, in alcune sitazioni, certi vantaggi siano emersi. In accelerazione sul dritto, per esempio. Fase in cui, si è visto, Bautista e la Rossa surclassavano la concorrenza.

Nei restanti momenti della guida, non ci giureremmo. Essendo piccolo e leggero, il nativo di Talaveira de la Reina ha dovuto allargare le (corte) braccia in bagarre, sgomitando con rivali deciamente più fisicati. Per quanto riguarda temperatura gomma posteriore e aderenza, pure lì: siamo sicuri che il fantino e il cavallo vincessero grazie al tanto citato vantaggio (dagli altri) dichiarato? Lorenzo Zanetti, tester Ducati, la pensa così. E voi?

Esperienza maturata e stile di guida: Bautista riferimento in SBK

I piloti della classe regina prototipale ne sono certi: Alvaro è di categoria superiore. Superiore a cosa e a chi? Nella fattispecie, la SBK. Effettivamente, nelle derivate di serie figurano fantastici campioni; ripetiamo i nomi di Razgatlioglu e Rea. Toprak ha rifiutato - forse "rimandato" la MotoGP - Rea non ha accettato proposte ritenute non allettanti.

Insomma, a loro sarebbe richiesta una controprova, ma noi abbiamo notato questo: Il turco e il nordirlandese sono dotati di fantastiche manette, però qualcosa manca. Quel qualcosa sembra un piccolo dettaglio, invece è enorme. Ad esempio: ricordate gli scontri 2022: il campione in carica e il sei volte iridato se le davano di santa ragione, il pubblico era felice, Alvaro di più: tra i due litiganti, il terzo godeva, fuggendo verso la vittoria.

Questo  non è permesso in MotoGP, dove tutto è veramente al limite, e ogni minimo errore costa caro. La MotoGP richiede la perfezione, altrimenti si paga dazio. Altro dettaglio, la capacità di sfruttare angoli di piega, durata gomme e traiettorie: vera potrebbe essere la storia della stazza, oppure non vera. Resta il fatto che Alvaro arrivava praticamente sempre al traguardo in perfette condizioni di moto, a volte tenendosi in tasca qualcosa. 

La MotoGP giura: Bautista potrebbe andare forte nella classe regina

Da Luca Marini e Fabio Quartararo, passando da Cal Crutchlow a Marc Marquez: chi più o chi meno, a microfoni accesi o spenti, condividono la medesima opinione. Alvaro è superiore in SBK, proprio per i motivi elecati nel precedente paragrafo.

Mica è tutto: molti protagonisti della MotoGP scommetterebbero in ottime prestazioni da parte di Bautista, malgrado i 38 anni suonati, l'assenza dalla classe regina dal 2018 e la scarsa possibilità di vederlo su una moto ufficiale. Opinione comune spiega come siano esperienza e sensibilità maturate in 125 e 250 ad averlo portato forte in MotoGP.

Sicché, qualora avesse la giusta chance, il neo titolato nelle derivate potrebbe andare forte anche con un prototipo. Sarà vero? E chi può dirlo? Sappiamo solo che, a 38 anni, dopo due stagioni terribili in Honda, lo spagnolo sia stato capace di chiudere il discorso relativo al suo valore che, appunto, viene calcolato superiore alla griglia con la quale si è misurato.

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