Appoggiato dalla struttura di Nacho Calero, proprietario del team Orelac, il Turkish Kawasaki lancia la sfida ai rivali della Supersport, con il talento Can Oncu e la Ninja ZX-6R tinta di rosso e nero, in una livrea non troppo dissimile a quella portata in gara da Razgatlioglu lo scorso anno.

Il sedicenne di Alanya ha tagliato i capelli ed è cresciuto di qualche centimetro: “Sono molto felice e curioso - ha detto a microfono acceso di fronte al pubblico del Motor Bike Expo - nonché stimolato. Grazie a Puccetti, Kenan e Calero, posso correre una stagione mondiale, con l’obiettivo di giocarmi posizioni da podio”.

Se Kenan Sofuoglu c’è, significa che l’impegno profuso è serio; l’idolo turco - molto apprezzato da tutti i fans della SBK - era a Verona per proteggere, consigliare e presentare una delle sue creature: “So bene che la Supersport sia un campionato difficile - il 5 volte iridato della 600 - e proprio per questo motivo dico che Oncu potrà fare bene. Can ha il fisico adatto alla cilindrata ed uno stile di guida che ben si adatta alla Kawasaki. Lo vedrete subito davanti e... spesso”.

Spesso e volentieri, dato che Sofuoglu gestisce carriera ed interessi di tutti i piloti turchi approdati nei campionati mondiali. Le parole appena lette, non rappresentano una minaccia ma un avvertimento: nel 2020 la bandiera rossa con al centro una mezza luna ed una stella, potrebbe sventolare più volte.