Correva l'anno 2010. Era domenica 28 marzo e i piloti della Supersport erano pronti sulla griglia di partenza del circuito di Portimao, in Portogallo, che ospitava il secondo round stagionale. Dalla pole position scattava Eugene Laverty, seguito dal grande Kenan Sofouglu che solo qualche anno dopo divenne di diritto il punto di riferimento nella classe. All’epoca il turco aveva all’attivo un titolo iridato, conquistato tre anni prima, e proprio quell’anno era tra i favoriti alla guida della Honda CBR600RR del team HANNspree Ten Kate. Terzo sullo schieramento un nostro portacolori, Michele Pirro, suo compagno di squadra, che alle spalle aveva un paio d’anni di corse in 125 senza nessun risultato di spicco e un 2009 piuttosto buono in Supersport alla guida della Yamaha.

Completava la prima fila Joan Lascorz, che dopo esser riuscito a mantenere il passo dei primi, si trovò sul finale a lottare proprio per la vittoria contro un agguerrito Sofuoglu. Lo spagnolo non tentennò a cedere la testa della corsa, ma il turco con una magistrale manovra alla prima staccata dell’ultima curva, si assicurò il successo, il primo stagionale, il quindicesimo nella categoria.

Fino all’undicesimo giro a lottare con il turco e lo spagnolo per il gradino più alto del podio c’era anche Pirro, che ben riusciva a difendersi dagli avversari. L’italiano era stato autore di un’ottima prima parte di gara, nella quale aveva addirittura firmato il giro più veloce in 1’45.180 al suo secondo passaggio, salvo poi dover fare il ragioniere e concretizzare la buona prestazione avuta. Il pugliese si accontentava così del terzo posto, che però valeva oro per la sua carriera.

All'epoca 24enne, Pirro conquistava così il suo primo podio iridato, che fu seguito nello stesso anno dalla prima vittoria, a Imola, e che gli aprì le porte della Moto2 l'anno successivo.

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