Finalmente, possono tornare a casa. Il viaggio di lavoro è durato più del previsto per Edoardo e Filippo Rovelli. Manager e pilota del team ParkinGO. A seguito del weekend agonistico tenutosi in quel di Phillip Island, i ragazzi della squadra italiana Kawasaki sono stati costretti a rimanere in Australia per un ulteriore mese e settimana, giorno più, giorno meno.

I voli aerei di ritorno in Europa erano stati tutti cancellati e, fortunatamente, l’ospitalità della famiglia di Tom Edwards - anch’egli in forza nel team - si è rivelata provvidenziale. Eddy e Filippo hanno potuto, piacevolmente, trascorrere il tempo di attesa nell’abitazione del collega australiano: “Alla fine è andata anche bene - ha detto Edoardo - ci poteva andare peggio. Per fortuna, la famiglia Edwards è stata molto gentile. In pratica, dopo il round di Phillip Island, noi del team ParkinGO avevamo preventivato di restare in Australia per una settimana, per poi raggiungere direttamente il Qatar, sede della seconda tappa mondiale. Sapendo che l’evento fosse cancellato, quindi, sono riuscito a far rientrare in Europa con un volo preso ‘al volo’ i nostri meccanici. Io e Filippo, invece, siamo rimasti da Tom. Ho raggiunto mio fratello da lui e siamo stati ospitati. Nel frattempo, era impossibile per noi tornare in Italia. Nessun volo era disponibile, dato che l’emergenza pandemia aveva bloccato ogni collegamento”.

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I piani sono stati scombussolati più volte:Infatti, i nostri programmi prevedevano, a cancellazione di Losail confermata, di andare direttamente a Jerez. Ma, anche in quel caso, nulla: la situazione è peggiorata molto pure in Spagna e terzo round da dimenticare. Abbiamo atteso parecchi giorni, cercando aerei disponibili per il rientro. Una volta trovati, eccoci in aeroporto pronti a decollare”.

Proprio in aeroporto, la sorpresa:Pensavo di trovare condizioni diverse dalle seguenti: l’aereo è pieno di gente, tutti i posti sono occupati. Perciò, non vige la situazione di ’social distancing’, non c’è nemmeno un sedile libero tra un passeggero e l’altro. Voleremo tutti attaccati e, a dire il vero, molte persone non indossano mascherine e guanti”.

Il viaggio sarà una mazzata:Dall’Australia andiamo a Doha, proprio in Qatar. Da lì, un secondo aereo, direzione Roma, perché per Malpensa non ne ho trovati disponibili. Una volta sbarcati nella nostra capitale, prenderemo un mezzo a noleggio e, finalmente, dopo ore di strada arriveremo a casa, in Lombardia. Una volta lì, rispetteremo la quarantena”.

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