Nemmeno il tempo di festeggiare la fine di una stagione 2020 comunque positiva sotto tutti gli aspetti (vice campioni Supersport 300 del CIV, campioni team al CIV, quinti in campionato con Perez nel Mondiale) che per il team ProDina Ircos Kawasaki arriva la doccia fredda inaspettata: Thomas Brianti squalificato dal Mondiale dopo la gara finale di Estoril. 

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Ne abbiamo parlato con Riccardo Drisaldi, team manager della formazione che dà le moto a Perez e proprio a Brianti nel Mondiale Supersport 300.

Riccardo, ci spieghi cosa è successo?

Thomas ha rotto il motore nelle prove, il motore successivamente è stato mandato agli organi ispettivi della Federazione per controllare che fosse tutto in regola con la fiche di omolgazione. A fine Gara 1, terzi con Perez, ci hanno fatto smontare quel motore ed il giorno dopo ci hanno fatto smontare anche le due moto, fino al telaio. Dopo le verifiche ci hanno comunicato che eravamo a norma, come da regolare documentazione della Federazione. Le tolleranze sono giuste, non abbiamo 'schiacciato' i motori, la testa del cilindro risultava 0,275 cioè in regola (il limite è di 0,300) ma ci hanno contestato che l’abbiamo lavorata, l’abbiamo cioè lisciata.”

Contestazione che non convince


Noi non facciamo motori per l’Italiano e per il Mondiale, le modifiche sono relative ad eventuali strozzature o eventuali calibri diversi - aggiunge Drisaldi -. Morale della favola? Hanno squalificato Thomas e tenuto in gara Perez, entrambi con lo stesso motore. Per carità, Perez ha fatto 1° e 3° nelle due gare e 5° nel Mondiale e tolgono tutti i punti a Thomas, non ha senso. Che poi - aggiunge - avessimo vinto per distacco... Ma abbiamo sempre fatto bagarre con gli avversari.” 

E adesso? 

Abbiamo fatto ricorso contro la squalifica. Scott Smart ci ha detto che siamo squalificati perché abbiamo toccato il cilindro. I Federali hanno confermato la squalifica nonostante la moto fosse in fiche anche se noi abbiamo insistito sul fatto che non c’era nessun vantaggio dal punto di vista agonistico né di tempi e né di prestazioni. Ci è stato detto di rivolgerci alla giustizia ordinaria per questa cosa”.

"Trattato come pericolo pubblico"


E’ una cosa ridicola – commenta il team manager romano – questo povero ragazzo è stato martoriato, gli hanno smontato la moto fino al telaio, ne volevano le misure come se noi avessimo modificato anche il telaio e l’inclinazione dello sterzo della moto. Come se fosse lui il pericolo pubblico. Le moto che ci davano 5-6 metri di distacco in allungo e vincevano per distacco non sono state nemmeno toccate e nessuno è stato squalificato.”

Dicono di voler dare un segnale. Un rookie, giovanissimo, che è stato bravissimo a fare un podio, ha rischiato la pelle in tutte le gare essendo in fiche come da dichiarazione della Federazione, poi però lo squalificano perché secondo loro la testa era stata lavorata. Tutti lavorano le testate dei motori per essere in fiche come vuole la Federazione.”

Veramente strana come cosa… 

A noi fanno un danno enorme perché pensano che abbiamo barato, ma noi come da loro dichiarazione non abbiamo tratto giovamento da questa cosa, eravamo in regola. Però il nostro reato è stato quello di aver toccato la testata, da regolamento c’è scritto che non si può fare. Ma se è "scalibrata" cosa faccio?” 

Due pesi due misure


Siamo amareggiati - conclude un visibilmente deluso Drisaldi -  la squadra ha lavorato bene, abbiamo sempre lavorato nella correttezza, che è pure certificata. La cosa assurda è che il motore è regolare però abbiamo toccato la testa, è stata lucidata. Ci dispiace perché in pratica mi hanno punito per una moto facendomi però passare l’altra. E non va bene nemmeno così perché le nostre moto erano regolari” 

Solidale con la squadra, Thomas Brianti è stato interpellato su questo argomento, ma al momento non ha rilasciato dichiarazioni. 

Riccardo Drisaldi ha dichiarato che nei prossimi giorni emetterà un comunicato stampa proprio in merito a questa faccenda che vede coinvolto il suo team.