L'opinione comune sostiene che la Supersort Mondiale sia, ormia, diventata una classe simile ad un monomarca, con Yamaha che imperversa nelle classifiche e schiera il maggior numero di moto in griglia. Tesi non surreale, ma non è vero che la classe di mezzo delle derivate sia una sorta di R6 Cup. Tutt'altro.

Lo conferma colui che conduce la squadra che ha più contrastato il dominatore Andrea Locatelli, autore di un 2020 da record. Manuel Puccetti, manager legato a Kawasaki, preferisce analizzare l'andamento ricordando alcuni punti irremovibili: "D'accordo, anche quest'anno ha vinto una Yamaha del team Evan Bros - ammette - compagine meritevole, forte e ben preparata. Io, tuttavia, dico che la differenza in pista l'abbia determinata Locatelli. Andrea ha dimostrato di avere un passo diverso, un gran talento e doti fuori dal comune in sella alla R6. Però, dopo di lui ci sono due piloti nostri, dotati di Ninja".

Mahias ed Oettl, secondo e terzo nella graduatoria piloti.

"Esatto, fortissimi pure loro. Lucas ha vinto due gare, salendo sul podio in altre sei occasioni. Con un po' più di costanza, avrebbe potuto impensiere di più Locatelli, anche se trovo giusto il titolo di campione conquistato dall'italiano e quello di vice iridato colto dal francese. Poi, il tedesco Philipp, figlio d'arte: era al primo anno in Supersport e, nonostante dovesse ambientarsi, ha imparato in fretta, giungendo terzo in classifica. Anche per lui sono arrivati risultati interessanti, per un team Puccetti dalle migliori ZX-6R dello schieramento".

In effetti, le altre quattro cilindri di Akashi ricoprono posizioni più arretrate.

"Certo. Manuel Gonzalez, bravissimo rookie e titolato 300, è arrivato settimo. Can Oncu, altro ragazzo promettente e dal grande potenziale, ha finito dodicesimo. Ciò signfica che noi del team Puccetti abbiamo sfruttato al meglio il pacchetto offerto da Kawasaki. Sebbene la Ninja non sia la moto più aggiornata del lotto, è capace ancora di stare ai piani alti, se ben sviluppata. L'affermazione tra i team iscritti ha premiato il nostro lavoro. Siamo il primo team in Supersport".

Anche MV Augusta tra le top di classe, Honda troppo in basso


Il numero 1 su cupolino e carena lo sfoggiava Randy Krummenacher, sparito di scena appena dopo Phillip Island. Ora, non sappiamo dire se lo svizzero avrebbe bissato un alloro conquistato nel 2019 con la Yamaha, tuttavia, siamo certi che la sua MV Agusta avrebbe dato battaglia: "Vero - conferma Manuel - Randy e la F3 avrebbero potuto fare bene, molto bene. Del resto, anche De Rosa è stato competitivo. Per Raffaele qualche errore di troppo, ma la velocità sua e della 675 non si può discutere. A faticare sono stati altri".

Chi?

"I piloti Honda, per CBR davvero sotto. Il team Dynavolt è tornato nel BSB, dove farà esordire le Triumph 765. Ottima scelta, perché nel Mondiale ha quest'anno raccolto proprio poco. Prendiamo Okubo ad esempio: con noi, il giapponese era sempre in top ten, e per ben cinque volte nei migliori cinque, chiudendo quinto in classifica. Con la Honda, Hikari si è visto quasi niente".

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