Stesso team, stesso destino. Dopo Kevin Sabatucci anche Bruno Ieraci ha annunciato sui propri canali social la separazione dal team GP Project, al termine una stagione piuttosto particolare. L’abruzzese infatti è spesso stato tra i piloti più veloci del gruppo, ma raramente è riuscito a trasformare la sua rapidità in risultati, a causa sia di errori che di episodi sfortunati, come la rovinosa caduta di Portimao, quando un contatto lo ha portato a terra in pieno rettilineo. Ad ogni modo il presente di Ieraci parla di una separazione dolorosa, specie per i suoi tempi.

“Sia io che Sabatucci abbiamo scoperto tardi che non avremmo continuato con GP Project - spiega Bruno - ma credo che questo sia dovuto ai vari tentativi del team di continuare insieme. Come sappiamo tutto gira intorno al budget, che in stagioni come questa è ancora più difficile trovare. Il problema di tutto questo è l’aver saputo di dover cercare una nuova sistemazione solo il giorno prima della scadenza delle iscrizioni, ma per fortuna questo non dovrebbe essere un problema”.

Hai già un’idea chiara su quale sarà la tua prossima squadra?

“Ho ricevuto alcune offerte nell’ultimo periodo, ed una in particolare è molto interessante. Non posso espormi particolarmente prima di aver firmato: posso solo dire che in caso l’affare andasse in porto guiderei una Yamaha”.

Hai pensato all’ipotesi di compiere il salto in 600?

“Il pensiero l’ho avuto, in primis legato al CIV, ma poi ho deciso che il 2021 sarà il mio ultimo anno in Supersport300: voglio diventare uno dei piloti da battere, riuscendo ad essere veloce su tutte le piste. Una volta fatto questo potrò pensare al salto di categoria, nella speranza che la situazione economica e non si stabilizzi”.

"Le gare della SS300 insegnano ad essere furbo e lucido"


Prima di pensare al futuro facciamo un salto nel passato. Cosa ti ha insegnato la stagione 2020?

“Ho notato rapidamente che il livello della SS300 si era alzato, quindi sono dovuto migliorare di conseguenza. Ho capito che occorre lavorare di più e lamentarsi meno, senza seguire il comportamento della massa: una volta fatto questo ho visto i miglioramenti, ma c’è ancora tanta strada da fare”

Credi che la SS300 sia una categoria utile per la crescita di un pilota?

“Personalmente mi ha insegnato tanto, nonostante non sia difficile dal punto di vista fisico o tecnico. In gara devi davvero essere lucido quanto furbo, per evitare di ritrovarsi nella pancia del gruppo o peggio a terra senza rendertene conto, come accaduto a me a Portimao”.

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