Per tutto il 2020, Alfonso Coppola ha gareggiato con il coltello tra i denti, notando subito un dettaglio molto importante. La Supersport 300, classe giovane che propone corridori giovani, è salita di livello, sia tecnico che agonistico. Lui, pilota campano di 23 anni, prima di passare alla 600, è stato vicecampione delle entry class nel 2017, perciò la sua opinione è più che attendibile: "Il valore della serie cadetta è cresciuto - spiega - e non di poco, a dirla tutta. Siamo in tanti e parecchi di noi sono competitivi in ogni frangente del weekend. Pure le moto vanno forte, tra Kawasaki e Yamaha la lotta si è rivelata parecchio accesa. Farsi largo nella Supersport 300 non è affatto semplice".

Come reputi la tua stagione finita pochi mesi fa?

"Diciamo che è andata bene, anche se avrei voluto fare di più. Il lavoro condiviso insieme al team GP Project era molto buono, nonostante nel box fossimo davvero in tanti. Io, Kevin Sabatucci e Bruno Ieraci risultavamo sempre tra i migliori di categoria, solo qualche episodio sfortunato ci ha impedito di vincere le gare. Lo staff di Alessio Altai è preparato e competente, la Kawasaki Ninja è una moto che va capita, altrimenti è dura trarne i relativi vantaggi".

Nel 2021 tornerai però su una Yamaha.

"Sì, nel team Trasimeno, squadra che gode di grande esperienza. Sono molto contento di quanto fatto con GP Project, però ho bisogno di saltare in sella ad una R3, moto che mi consente di guidare come piace a me. Io prediligo frenate violente e decise, fin sotto la cura. Con la Ninja questa manovra non mi era concessa, perchè faticavo a sentire le reazioni della gomma anteriore. Invece, sulla Yamaha ritroverò sensazioni mai sopite. Non per caso, nel 2017 sfiorai il titolo della 300, sfuggitomi per un solo punto".

Futuro in Supersport


La classe di mezzo delle derivate di serie è già stata affrontata da Alfonso, che vi ha partecipato con Yamaha e Honda. Soprattutto con la R6, l'oggi ventitreenne di Scafati ha conquistato punti iridati: "Vero, nell'anno in cui Caricasulo e Mahias erano ufficiali per la Casa di Iwata - ricorda - ed in cui la battaglia in pista era durissima, in ogni round. Ho accumulato informazioni ed esperienze, mi piacerebbe tornare in Supersport, ma prima voglio fare bene il 2021 con il team Trasimeno".

Ti sei posto obiettivi specifici?

"Non proprio. Il mio desiderio è impegnarmi al meglio delle mie possibilità, provando ad essere il più veloce possibile in ogni turno cronometrato. Pure nelle gare, due per weekend, eviterò di compiere calcoli. Tuttavia, gareggerò usando testa e cuore: nella 300 servono entrambi. Il mio obiettivo è regalare alla squadra ottimi risultati, ovviamente non posso prevedere quali saranno. Faremo i conti a fine anno, sperando di... trovarci in alto nella classifica mondiale".

Sarebbe un viatico per tornare in Supersport.

"Forse sì, ci spero, chiaramente. Il team Trasimeno conosce bene quella categoria che, nel frattempo, cambierà volto. Vedremo. Io mi sto allenando già duramente, perché voglio arrivare pronto al primo fine settimana di Assen. So che la concorrenza sarà agguerrita, io altrettanto. Vado spesso a girare nei kartodromi qui in Campania, nell'obiettivo di rimanere in sella per più tempo che posso. Oltretutto, curo anche la preparazione fisica: con due gare a round, occorre essere reattivi e resistenti".

Moto, lavoro e... (forse) studio


Coppola è un ragazzo educato, riconoscente e dai sani valori. Infatti, tiene a precisare una cosa: "Voglio sentitamente ringraziare Alessio Altai e GP Project - le sue parole - perché insieme ci siamo divertiti, lavorando con metodo. L'anno prossimo per me sarà con Trasimeno, forse e per il momento quale solo pilota e, probabilmente, questo dettaglio mi aiuterà. Con meno dispersione nel garage, c'è la possibilità di concentrare gli sforzi su una sola ed unica punta".

Farai altro, oltre a correre?

"Mi dedico a diverse attività, perché ho capito alcune cose. Mi sono impegnato con mio papà, affiancadolo nel lavoro di commercialista. Lo trovo interessante è giusto, ci vuole sempre un piano B e non si sa mai come potrebbe andare o non andare la carriera di pilota. Frequento una università privata, nel ramo di Economia Aziendale. Adesso non so quando riprenderò, ma spero il prima possibile, perché è sempre meglio accrescersi culturalmente".

Sarà un 2021 dal triplice impegno.

"Sì, e sono contento così. Chiaramente, a me piace correre, ma è corretto crearsi pure basi culturali e la possibilità di scegliere strade diverse. Dalla pista ai libri, dallo studio di papà agli allenamenti. Trovo bello fare tutto questo, mi conferisce una sensazione di completezza. E poi, meglio staccare dalle gare, ogni tanto. Altrettanto bello è staccare da studio e lavoro, perciò... sfrutterò le tre attività in modo intelligente e al cento per cento".

Il 2021 della SBK inizia immediatamente con la sfida Kawasaki - Ducati