Nono, quinto, quinto. Secondo, poi il salto in SBK. Quest'anno sarà decisivo per Federico Caricasulo, tornato in Supersport, classe che, come elencato prima, gli ha regalato le maggiori soddisfazioni di carriera. Dopo una sola stagione nella massima categoria delle derivate di serie, il pilota ravennate "compie un passo indietro", nell'obiettivo di rilanciare le proprie quotazioni.

Ventisei anni il prossimo 6 aprile, un talento invidiabile e un contratto per i colori del team GMT94, che metterà a disposizione del numero 64 una competitiva Yamaha R6. La formazione francese è legata al connazionale Jules Cluzel, altro nome spesso secondo nella classifica iridata. Questo duo partirà all'assalto del titolo 2021.

Abituato a squadre italiane, il "Carica" saprà ambientarsi rapidamente? Aver guidato una più potente e sofisticata Superbike, metterà in difficoltà un corridore che dovrà, nuovamente, riparametrarsi? Il fatto che lui sia stato vicecampione 2019 - per un soffio, il campionato fu perso, a favor di Randy Krummenacher - lo caricherà di responsabilità e caricherà gli avversari, desiderosi di batterlo?

Studi meticolosi


Incontrato in un bar di Alcaniz durante il doppio round del Motorland, Federico ci svelò particolari interessanti: "Sapete, guidare una Superbike è molto diverso da quanto non si faccia su una 600 - le sue parole - e non parlo solo di stile ed esigenze in sella. Con una 1000, ovviamente, occorre sfruttare al meglio la potenza a disposizione e, per farlo, è necessario analizzare ogni singolo dato. Elettronica, sospensioni, freno motore, mappature, tutto... io ho sempre con me un plico di fogli che, spesso, mi leggo pure prima di dormire. Il lavoro che si fa in Superbike è incredibile, mentre nella Supersport è più facile fare la differenza".

Giusto e appunto: meno tecnologia (alla quale lui ci si stava abituando) e tanti nuovi rivali entreranno a far parte della serie, alcuni provenienti da classi decisamente più complicate. Vedendo loro cosa abbia fatto Andrea Locatelli al primo anno - vincente - in Supersport, siamo certi nell'affermare che proveranno a, se non a copiare, perlomeno ad emulare le gesta del bergamasco numero 55.

Ultimo anno "normale". E poi?


La classe di mezzo delle derivate sta per vivere un passaggio epocale, legato allo stravolgimento del regolamento tecnico. Questo in teoria perché, in pratica, per ora sono state spese solo parole e giusto qualche (migliaio) di euro per provare nuove soluzioni.

L'esperienza maturata nel British Supersport sarà così probante e attendibile da essere riproposta nel Mondiale? I dubbi ci sono, anche perché non tutte le Case si presenteranno sulle griglie di Oltremanica. Triumph, d'accordo, Ducati forse, ma le altre?

Cosa succederà è impossibile, almeno per qualche mese ancora, prevederlo. La cosa certa è che la Supersport avrà una esposizione mediatica superiore, quantomeno per il motivo dettato dalla novità. E poi, per curiosità. La 600 non sarà solo, e più, 600, un bene o un male? Quanto conterà un eventuale titolo di categoria?

Carriera ancora lunga davanti a sé


Nelle derivate di serie, l'età media è, se paragonata a quella del Motomondiale, un po' più alta. Cioè, nel paddock SBK i piloti possono concedersi carriere longeve, spesso vincenti. Federico oggi ha 25 anni, Tom Sykes 35. L'italiano potrebbe correre ancora 10 anni, facendo bene (chissà, magari pure meglio) dell'inglese, iridato 2013.

Però, per durare a lungo, occorre vincere. Ecco perché, ricordando che Caricasulo tornerà in una categoria che lo ha visto sfiorare la posta piena, sarà posto sotto la lente di ingrandimento. Forse, ciò che gli mancò nel 2019 fu la freddezza. O magari anche la consapevolezza.

Adesso, tutto è a posto. Più tempo, più esperienza. A livello di guida, il ravennate non ha niente da invidiare a nessun avversario. Dal punto di vista tecnico, nemmeno. Adesso non resta che vedere se, anche nei momenti delicati, il "Carica" saprà dimostrarsi concentrato e concreto. Questo è l'anno decisivo per lui.

Il duello Fogarty - Corser - Slight - Chili della SBK 1998