Se vi aspettavate una gara della Supersport 300 combattuta, potete accendervi la sigaretta e gustarvela soddisfatti: la prima manche di Barcellona ha offerto gran bagarre, micidiale lotta, sorpassi e sportellate. Come al solito, direte voi, a ben donde.

Perché al Montmelò è stato "peggio" che mai, cioè meglio. Con la caduta di Tom Booth-Amos la faccenda titolo sarebbe quasi chiusa per Adrian Huertas, ma dipende. Il leader spagnolo non fa più di settimo e guadagna pochi punti sul britannico. 

Chi, invece, risale un po' è Jeffrey Buis, olandese campione in carica entrato in forma smagliante da Most e definitivamente tra i protagonisti di classe. La sua seconda affermazione stagionale non lo esclude dalla possibilità di confermare un alloro già suo, però, anche in questo caso dipenderà da quanto accadrà da domani in avanti. Al momento, la graduatore dice Huertas 188, Booth-Amos 158, Jeffrey Buis 127.

Sofuoglu secondo, Kawakami terzo e pure quarto


Bahattin, nipote del profumato ed elegante Kenan, dopo aver sfiorato la pole, concretizza il suo sabato con un bellissimo secondo posto. Bravo lui, turco giovane e con l'apparecchio ai denti, futuro asso della Supersport. Esageriamo? Vedrete, non ci sbagliamo.

Poi, Kawakami completa il podio, calcando il terzo gradino. Se guardate la classifica, Kawakami arriva pure quarto, In realtà sono due piloti diversi e fratelli: Ton e Meikon, nippo-brasiliani (oppure brasil-giapponesi) più esotici che mai ed altrettanto veloci.

Sventura per Ana Carrasco, padronessa di casa al Montmelò. La catalana ed il team Provec KRT volevano, ovviamente, concludere alla bandiera e scacchi, evitando la caduta. Anche gli italiani desideravano qualcosa in più. Nessun pilota nostrano è stato in grado di raccogliere punti.

L'ordine di arrivo a punti