Settimo al mattino, decimo nel pomeriggio e nella classificata combinata: mica male il venerdì da debuttante di Stefano Manzi, arrivato direttamente a Jerez dopo una chiamata ricevuta inaspettatamente: "Mi trovavo a casa - racconta - seduto comodamente sul divano, ripensando al weekend di Misano. Ad un certo punto, la VR46 mi  ha chiamato, dicendo che Andrea Dosoli con Yamaha Europa avevano proposto al mio management di partecipare alla Supersport di Jerez. Inizialamente, sinceramente, rifiutai".

Dopo circa due ore, Stefano ci ha ripensato: "Ho consultato la pagina Instagram della squadra, scoprendo quanto le R6 fossero competitive. Ho visto come la struttura di Christophe Guyot fosse competitiva, dicendomi 'perché no?!' Anziché trascorrere un semplice weekend di allenamento, ho preferito partire alla volta dell'Angel Nieto, nella possibiltà di correre in una competizione ufficiale".

Malgrado si ritrovasse in un vero e proprio esordio, Stefano è andato forte: "In realta, so che si possa anche fare meglio - le parole del ventiduenne romagnolo - perché sono riuscito a ridurre il gap dalla vetta. Dal secondo ed un decimo di ritardo, sono passato a sei decimi. Dai, sono contento, dato che l'accordo con il team GMT94 si è concretizzato in un modo un po'... strano (sorride)".

Kalex Moto2 rigida, in Supersport meglio ricordarsi la frizione


La domanda è d'obbligo? In cosa differiscono le classi di mezzo? Il romagnolo, abituato alla Kalex, fornisce il suo feedback: "Penso sia come paragonare il cross con il motard (ride). La differenza c'è e si sente. In Moto2 abbiamo una elettronica Marelli sulla quale poter fare parecchie cose. L'ergonomia e la posizione in sella sono diverse, le gomme Dunlop e la ciclistica sono rigide, le Pirelli e la Yamaha sembrano meno estreme. Qui devo usare ancora la frizione nella fase di scalata marce, manovra che in Moto2 si compie solo in partenza. Insomma, sono due mondi completamente diversi".

Manzi usa una quattro cilindri di Iwata quando va in pista con la Riders Academy: "Vero, ma i freni non sono gli stessi - spiega - sulla mia di allenamento, totalmente standard, uso i freni della Moto2. Questa del team GMT94, invece, ha l'impianto originale, di serie. Anche questo dettaglio si fa sentire, nella guida".

Immaginabile è un passaggio dal Motomondiale alla Supersport? Qui ci sono diversi ex della Middle Class prototipale: Locatelli ora In Superbike, Aegerter e Odendaal... "Pure Phillip Oettl - aggiunge - ma... a dire il vero, il mio orientamento è di rimanere nel Motomondiale. Questo mi piacerebbe fare. Tuttavia, mai dire mai. Questo è un Mondiale, in VR46 siamo orientati a rimanere in Moto2, però valutiamo situazioni interessanti e nuove".

Livello della Supersport simile alla ex 250 Grand Prix


Il fine settimana di "Manzo" è cominciato con ottimi auspici. Lui lo conferma e si gode i momenti di Jerez: "Sta andando bene - la sua soddisfazione - anche se dovrò correre ben due gare. Vedremo come andranno, al momento mi sto divertendo e, nel computo dell'idea, tutto di guadagnato essere qui. Indipendentemente dal futuro, questa esperienza è positiva".

Per lui una gara sola, perché quella di sabato è stata disputata. Buono il suo nono posto, ottenuto in mezzo ad una mischia rodata, già conoscitrice di moto, gomme e mentalità e, da notare, come il numero 62 abbia fatto meglio del titolare Jules Cluzel, decimo e francese come la compagine GMT94.

Come è in livello della categoria, in generale? Buono, tuttavia: "Se in Moto2 tra il primo e l'ultimo i tempi sono racchiusi, nella Supersport i distacchi aumentano progressivamente. Da noi siamo trenta in un secondo,  qui il gruppo si sgrana, si dilata. Anche perché in Moto2 le prestazioni sono simili, invece, tra le tante Yamaha e Kawasaki derivate di serie si notano differenze prestazionali e la bontà di un team conta  parecchio: da un certo punto di vista, questa 600 somiglia all'ultima era della 250 Grand Prix".

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