SSP300, Giorlandino: “La morte di Vinales? Si cercano colpevoli che non esistono”

SSP300, Giorlandino: “La morte di Vinales? Si cercano colpevoli che non esistono”© GPAgency

Salvatore è il capotecnico del team Prodina Kawasaki: "Nel caso di Dean Berta, c'è lo zampino della cattiva sorte. Giusto è lavorare per migliorare la sicurezza, ma quando un pilota rimane in mezzo alla pista ci sono poche soluzioni"

1 ottobre

Salvatore Giorlandino ne ha fatte di gare e ne ha vissuti di momenti. Lui è una delle figure più esperte del paddock ed attuale capotecnico del team Prodina, squadra Kawasaki che ben figura nella classe Supersport 300. La tragedia di Jerez de la Frontera lo ha toccato profondamente, sia dal punto di vista sportivo e soprattutto da quello umano: "Orribile assistere a certi drammi - le sue parole - ed io mi sento protettivo con ogni pilota in griglia, non solo coi miei. Ho sofferto al pari della famiglia Vinales".

Dean Berta non c'è più e, rimanendo negli ambiti internazionali, lo spagnolo conta la terza perdita 2021. Questione di età? Sì, ma non solo: "Chiaramente - ancora Salvatore - quando si portano al Mondiale ragazzini veramente giovani, sarebbe giusto prima verifcarne curriculum e capacità. Il filtro dei campionati nazionali sarebbe d'obbligo, come un limite di permanenza".

Giorlandino spiega nei dettagli la sua idea: "Ponendo di un debutto iridato per i sedicenni  - continua - dico che, dopo tre o al massimo quattro stagioni nella medesima classe, dovrebbe essere obbligatorio il passaggio ad una cilindrata superiore. Così facendo, ci sarebbe doppio vantaggio: tempo per imparare, stimolo per crescere e cambiare".

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Quando si scivola bello non è. Figuriamoci se, a seguito della caduta, il pilota rimane sul nastro d'asfalto ed in piea traiettoria: "Infatti - ancora il tecnico Prodina - cosa doveva fare Dean Berta Vinales, smaterializzarsi? E gli altri che sopraggiungevano pure? Lì a terra avrebbe potuto esserci chiunque, esperto o giovane cambia poco e niente".

Ce ne sono di soluzioni? Difficile intravederle: "Sì, è complicato - conferma - perché parliamo della dinamica peggiore che esista e, come abbiamo già visto con Marco Simoncelli, beffarda. Il fato ci ha messo la mano, questo è il punto. Però, non sto dicendo che ci si debba arrendere. Lavorare sulla sicurezza è giusto e fondamentale, lo facciamo tutti, pensando ad ogni dettaglio".

I giovani devono essere redarguiti? Sì, e non solo: "Puniti, penalizzati e messi da parte - una idea - specialmente quando esagerano. Ripeto, non parlo del caso di Vinales, dato che si stanno cercando colpevoli inesistenti. La mia è una opinione generica. Se un pilota compie scorrettezze pesanti, salta la gara successiva. Allora sì che magari ci pensa meglio prima di sbagliare".

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