Ieraci: “In Supersport si fa la differenza, voglio meritarmi un posto”

Ieraci: “In  Supersport si fa la differenza, voglio meritarmi un posto”© GPAgency

Bruno, pilota abruzzese del team Prodina impegnato nella 300, pensa a presente e futuro: "Lavorare con metodo, e affrontare un salto di categoria su moto con cui è il polso a determinare il tempo sul giro"

22 giugno

Attendendo e preparandosi per la quinta tappa stagionale della Supersport 300, Bruno Ieraci stila un sintetico bilancio del suo cammino 2022. Il pilota abruzzese, 22 anni da compiere il prossimo 14 agosto, conosce bene la categoria alla quale partecipa, e descrive le caratteristiche della squadra con cui affronta il mondiale: "Facile non è misurarsi nella 300 - spiega - anzi, è davvero difficile. Questo perchè le moto sono pressapoco tutte al medesimo livello prestazionale, la potenza è scarsa, il peso si fa invece sentire. Nelle bagarre accade di tutto, infatti, bisogna stare attenti, tenendosi lontano dai guai. Contestualmente, bisogna attaccare. Dalla mia ho un team Prodina capace di supportarmi al meglio, tecnicamente e a livello strategico".

Come ti trovi con loro?

"Molto bene, sono contento. E' palese come Prodina abbia maturato competizioni a livello iridato, correndo a gran livello. Il mio obiettivo è crescere insieme, facendo benissimo da Most sino alla fine del campionato. So che, come dicevo, sarà complicato: determinare la differenza nella 300 non è una azione scientifica, tutt'altro. Nella dinamica del weekend intervengono tanti fattori, nelle azioni di gara anche di più".

Cosa serve per primeggiare?

"Ah, se lo sapessi te lo direi (ride). A parte gli scherzi, penso che sia poco chiaro e definito. Provo a fare degli esempi: a volte sembra che un singolo pilota possa andarsene in fuga, invece, viene ripreso in pochi giri. In altre situazioni si creano gruppi folti e combattivi, nei quali è impossibile scappare solitari. Se nella Moto3 è consentito creare un gap, qui no. Oltretutto, è possibile essere attaccati e superati da più di un avversario. Certo, si possono sorpassare più rivali, ma è rischioso, a volte inutile, tanto non si determina alcuna differenza. Serve avere pazienza, tra virgolette, aspettando la volata finale".

Categoria poco formativa, ma la Supersport...


In effetti, Bruno è pressoché d'accordo con chi descrive la Supersport 300 una classe dai bassi toni formativi: "Sì, però voglio precisare bene il senso del concetto - le sue parole - anche nella 300 si imparano tante cose, le nozioni da apprendere ci sono. Il metodo di lavoro è importante, e con Prodina ne ho piena conferma. I circuiti, dove gareggiano anche altre categorie. Tecnicamente si cresce, magari non tanto, però si cresce. Nell'insieme, il pilota evolve. Ma non troppo".

In quale categoria si cresce, invece?

"Nella Supersport, quella prima denominata 600, oggi in fase evolutiva. Sì, penso che nella classe di mezzo delle derivate sia possibile compiere più di un salto qualitativo in alto, credo due o tre. Dico tre. La serie è piena di campioni esperti e giovani talenti, le moto viaggiano forte e, lo vediamo, sono modelli a cui dare del lei. La potenza è da controllare col polso, e in frenata si stacca duro. E' il polso a siglare il tempo sul giro".

Belle differenze dalla 300.

"Esatto. Chi sta in sella a una Supersport può veramente fare la differenza, in accelerazione come in frenata. Penso che pure lì non sia semplice, tuttavia appare decisamente più divertente e formativa di quanto non sia la 300. E poi, il lavoro nel box è maggiormente complicato, sofisticato. Si agise sull'elettronica, si tara il freno motore... tante cose, inclusi gli avversari, in grado di tessere tattiche sensate e non a casaccio".

Futuro da middle class per Bruno


Ieraci ha in testa almeno due idee chiare. Eccole: "In primis, finire alla grande la stagione Supersport 300 con il team Prodina - l'abruzzese ha trovato giusta sistemazione nella struttura di Giorlandino e Drisaldi- con cui mi trovo a mio agio, una sorta di famiglia da corsa. Desidero regalar a tutti loro bellissimi risultati. Poi, pensare all'anno prossimo. Ammetto che mi piacerebbe passare di categoria".

Sapresti dire con chi?

"Ancora no, ma è chiaro che vorrei la Supersport. Magari con Kawasaki e Prodina, perché no? Non abbiamo toccato l'argomento, benché ammetta di quanto gradirei provare la Supersport almeno una volta. E la Ninja ZX-6R sembra davvero una bella moto. Tom Booth-Amos ci viaggia forte, lì si che può dimostrare la sua velocità".

Nonostante il regolamento tecnico-prestazionale sia ancora in elaborazione.

"Ci stanno lavorando, la quadra verrà trovata. Bilanciare le prestazioni tra Ducati bicilindrica 955, Triumph tre cilindri 765, MV tricilindrica 800, Yamaha e Kawasaki quattro in linea da 600 centimetri cubi è un lavorone. Serve tempo. Come credo occorra tempo per adattarsi da 300 a Supersport. Ecco perchè voglio provarla, voglio meritarmi un posto nella griglia 2022".

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