di Federico Porrozzi Sessione di qualifiche complicata, per la Superstock 1000 ad Assen. Dopo la pioggia di ieri, è la prima volta che i piloti si trovano alle prese con l’asfalto asciutto sul circuito olandese e qualcuno deve ancora prendere bene le “misure”. E’ difficile, soprattutto perché subito dopo il via vengono esposte le bandiere bianche per segnalare asfalto bagnato in un paio di settori. LA PRIMA “ROSSA” - Nei primi minuti è Riccardo Russo a far segnare il miglior tempo ma dopo sei minuti la direzione gara espone bandiera rossa: Marino perde il controllo della sua Yamaha e scivola ma mentre rotola verso l’esterno viene centrato dalla BMW di Vitali. Conseguenze? Frattura scomposta della gamba destra per il francese (sono in corso accertamenti anche alla sinistra) e una botta alla testa e alla schiena per Vitali che per fortuna, come Marino, non ha mai perso conoscenza e rimedia "solo" una contusione alla colonna. LA SECONDA “ROSSA” - Si riprende dopo pochi minuti e tra i più attivi sono lo stesso Russo, De Rosa con la BMW Althea, Mercado con la Ducati e Tamburini con l’Aprilia. I quattro si alternano in testa per una ventina di minuti, fino a quando arriva il momento di una nuova bandiera rossa: stavolta, la causa è la scivolata di Andrea Tucci: il milanese perde il controllo della sua Yamaha e finisce in terra. Viene immobilizzato con un collarino e trasportato al centro medico per accertamenti ma è cosciente e questo fa tirare a tutti un sospiro di sollievo. Alla fine, per lui, una commozione celebrale. POLE “SUPER” DI RUSSO - Mentre Tucci viene sottoposto agli esami, i piloti tornano in pista per gli ultimi due minuti di “fuoco”: il più veloce, con un giro secco da manuale, si rivela ancora Russo, che porta la sua Yamaha Pata in pole position con il tempo di 1’38”248. A due decimi da lui si ferma Leandro Mercado, con la Ducati Aruba.it mentre a chiudere la prima fila c’è Raffaele De Rosa, terzo a mezzo secondo in sella alla BMW Althea. SETTE ITALIANI TRA I PRIMI DIECI - La “festa” italiana prosegue con il quarto posto di Tamburini (vincitore qui lo scorso anno) alla guida dell’Aprilia, seguito da Michael Ruben Rinaldi con l’altra Ducati, Marco Faccani e Fabio Massei, settimo. Nella top ten, tra gli azzurri, anche Luca Salvadori, bravo a chiudere nono.