Chi non ha mai sentito parlare di Corsarino, Settebello, 250 Bialbero, 3½ Sport? Sono alcune delle moto che hanno fatto la storia della Moto Morini. Una storia cominciata nel 1937, quando Alfonso Morini cedette al socio Mazzetti la sua quota della MM per mettersi in proprio: la cessione venne liquidata con 25.000 lire, una scatola di compassi e una moto usata. Morini cominciò a costruire motocarri, poi nel 1946 la prima moto, la T125.

L’azienda continuò a produrre fino al 1993, poi nel 1996 l’acquisizione del marchio da parte della Ducati, allora di Claudio Castiglioni. Proprio da lui la famiglia Morini lo ha ri-acquistato nel 1999, e nel 2003 è ricominciata l’avventura, attorno a un inedito bicilindrico a V cuore di tutte le Morini della nuova generazione. Nel 2005 la Corsaro 1200, possente naked da battaglia, seguita l’anno dopo dalla 9½, nel 2008 è stata la volta della Granpasso e ora tocca alla 1200 Sport, una nuda di stile retró ma modernissima nella meccanica e nella componentistica.

 La base su cui è stata sviluppata la moto, curata nella parte estetica da Marabese Design, è quella della 9½, ma con un’impostazione rivolta ad una guida più aggressiva. In sella ci si trova subito a proprio agio, si ha una bella sensazione di dominio dell’avantreno a cui contribuisce il manubrio largo e dalle estremità poco ricurve perché si è liberi di piegare i gomiti a piacimento e scegliere il tipo di guida che si vuole adottare; le ginocchia si inseriscono perfettamente nelle ampie svasature del serbatoio e le pedane sono sufficientemente distanziata per accogliere piloti di tutte le taglie. La sella è alla giusta altezza e c’è spazio per avanzare o arretrare a piacimento nella guida sportiva; anche i più bassi non avranno problemi nel gestire la massa non proprio ridotta della moto




Il cupo borbottio del bicilindrico disegnato da Franco Lambertini suggerisce che sotto le sembianze retró si nasconda qualcosa di possente, quasi animalesco, e una punta di verità c’è. In città non si incontra nessun problema, si scivola tra le file delle macchine muovendosi agevolmente con appena un filo di gas, solo lo scarso raggio di sterzo a volte può creare nulla di più che un fastidio; però la vivacità di risposta del motore è tale che se si spalanca un po’ il gas, è difficile tenere la ruota anteriore attaccata al suolo, a volte fino alla terza marcia inserita. Alla faccia della vivacità...

Naturalmente con l’asfalto umido è consigliabile ruotare la manopola dell’acceleratore con giudizio, perché non è difficile mettersi nei guai, se li si va a cercare. È fuori dal traffico cittadino però che inizia il divertimento. La maneggevolezza è buona, con un bilanciamento leggermente caricato sulla ruota anteriore. Il manubrio largo permette di controllare bene la situazione in ogni frangente, sia nel lento che nel veloce la 1200 Sport sfodera prestazioni da vera sportiva.




Nell’inserimento in curva non è rapidissima ma può vantare una eccellente progressione nella discesa in piega, ben appoggiata sull’avantreno che si mostra solido e rigoroso solo da metà curva in poi; nel momento di riprendere il gas in mano la vivacità del motore induce una leggera tendenza ad allargare la traiettoria, controllabilissima, e in uscita dalle curve lente i patiti del monoruota hanno di che divertirsi.

Molto buono il settaggio delle sospensioni, soprattutto la forcella che è molto scorrevole e morbida nella prima parte dell’escursione, a tutto vantaggio del comfort, e si indurisce progressivamente offrendo una resistenza all’affondamento adeguata, Il retrotreno ha un bel da fare per tenere a bada il fiume di coppia che gli rovescia addosso il motore, ma nonostante tutto ha un comportamento ben accordato con la sospensione anteriore, rispetto alla quale è solo leggermente più morbido nella risposta per cui tende a comprimersi più del dovuto in uscita di curva.




Il motore qualcosa di meraviglioso, è vivo, pulsante, con caratteristiche tutte sue. Tanto di cappello al suo creatore, ad ogni sollecitazione dell’acceleratore risponde con un vigore animalesco, nonostante sia stato addolcito la “castagna” è stupefacente, è come avere una gigantesca mano appoggiata alla schiena che ti spinge con forza, mai con cattiveria. Appena oltrepassati i 2.000 giri inizia a tirare con pulizia e sale senza cali fino a raggiungere in un fiato i 9.000 giri indicati, dove interviene un po’ bruscamente il limitatore. Ma non conviene tirarlo fino lì, giocando dai 3.000 fino a 7.000 giri ce n’è a sufficienza da far spuntare un sorriso a trentadue denti a chiunque.

Il cambio è quasi un capolavoro di precisione e morbidezza, sia in fase di accelerazione che nel momento di scalare nessuna incertezza né rifiuto, mentre la frizione dotata di antisaltellamento risulta un po’ più duretta della media ma resiste ad ogni tipo di utilizzo senza dare mai segni di affaticamento.

L’impianto frenante sia all’anteriore che al posteriore sfoggia un’ottima potenza e una modulabilità da riferimento, si sente sempre il limite dell’aderenza. Le finiture sono discretamente curate, però le saldature in bella vista sui due silenziatori andrebbero migliorate.

I blocchetti elettrici sono classici e robusti, dietro al fanale anteriore dalla forma circolare trovano posto un cruscotto centrale rotondo che ospita il contagiri elettronico con a lato le spie di servizio, e a sinistra un display multifunzione con il tachimetro digitale e altre funzioni accessorie. La 1200 Sport è disponibile in due colorazioni, bianco/azzurro con telaio nero e verde inglese/giallo con telaio bianco, alle quali si aggiungerà quella arancio/nera su telaio bianco che verrà presentata al Salone di Verona.




Linea: 9 Leggermente retró, leggermente sportiva: una moto che... sa di moto. Particolarmente riuscito il doppio scarico

Finiture: 7 Anche qui un pochino retró: qualche particolare è da moto da combattimento, come le brutte saldature sugli scarichi.

Componentistica: 8 Non manca nulla di quanto è necessario, il livello generale è nella media.

Motore: 10 Una forza della natura. Carattere vigoroso e non tanto morbido, ma il tiro è micidiale. Fantastico. Complimenti al progettista

Tramissione: 9 Bene il cambio, bene la frizione. È un livello che eguaglia quello delle giapponesi

Sospensioni 8,5 Scorrevoli e con una taratura che è un ottimo compromesso tra comfort e sportività. Posteriore un filo cedevole.

Freni 8,5 Potenti e soprattutto molto modulabili, permettono di trovare senza brividi il limite dell’aderenza.

Strumentazione 8 Moderna, completa, di disegno piacevole. Da non trascurare la facile lettura, favorita dalla pulizia del disegno.

Comfort 8 Buono grazie alla morbidezza delle sospensioni. È una naked, ma l’onesto lavoro del cupolino allevia la pressione dell’aria in velocità.

Guida 8 Divertentissima e priva di sorprese, sicura in ogni situazione. I patiti del monoruota possono trovare di che divertirsi.

Prezzo 8 In linea con gli standard della categoria, con l’aggiunta di una garanzia integrale più lunga del solito, tre anni.