Il nome, Sprint, richiama alla mente la versione speciale di metà anni ’60. Il faro, pentagonale, conferma l’indole sportiva di questa nuova Vespa, nata solo pochi mesi dopo la presentazione della Primavera, che ha reinventato, nuovamente, lo scooter più famoso del mondo. La versione Sprint si ispira ai vespini veloci, quelli degli anni spensierati del boom economico, e vuole essere un modello adatto a tutti. È l’erede naturale di quella tradizione di vitalità, stile e gioventù e nasce dal corpo della recentissima Vespa Primavera. Infatti, la Sprint e la Primavera hanno in comune la nuova scocca in acciaio, più compatta ma allo stesso tempo molto più rigida rispetto a quella che equipaggiava la serie precedente, ovvero la LX. Giusto per dare qualche numero, la rigidezza del cannotto di sterzo è aumenta del 36%, mentre quella a flessione longitudinale è superiore addirittura del 154%. Oltre a pensare linee differenti, a Pontedera volevano realizzare una Vespa anche più divertente da guidare; ci sono riusciti. Merito anche del nuovo attacco motore, che abbatte il livello di vibrazioni trasmesse dal propulsore. Ma le migliori prestazioni di guida arrivano anche dalla nuova taratura della sospensione anteriore, ancorata inferiormente con un pivot anziché con due viti. Questa modifica la rende più sensibile, garantendo anche un miglior comfort di marcia. La prova completa del nostro inviato Giulio Fabbri la potete leggere sul numero 15 di Motosprint