Quando le supersportive erano le regine del mercato, l’altezza sella era un semplice parametro di progetto. Oggi, invece, il posizionamento del piano di seduta è diventato l’incubo dei responsabili del marketing e degli ingegneri, che per definire questo dato spesso arrivano a violenti scontri! Per spiegare meglio di cosa stiamo parlando, bisogna ricordare che le Crossover e le Adventure sono le moto più richieste nei principali mercati. Queste tipologie di moto possono essere paragonate ai SUV del settore auto, quindi fondono la meccanica e l’elettronica di moto sportive o supersportive con l’aspetto e l’assetto adatto al fuoristrada, dove l’ampia corsa ruota delle sospensioni e una elevata distanza tra il motore e il terreno sono sinonimo di maggiore capacità di assorbire le buche e superare agevolmente i grandi ostacoli.

A questo punto è facile capire che la coperta a disposizione degli ingegneri è piuttosto corta. Infatti, i tecnici, soprattutto quando devono progettare moto a cui è richiesta un’ottima guidabilità fuoristrada, vorrebbero incrementare molto la corsa ruota, però, così facendo, sono costretti ad alzare anche il piano di seduta, mettendo in difficoltà chi non è tanto alto e/o chi, in fase di manovra, non ha dimestichezza a gestire moto da oltre  220 kg, nella migliore delle ipotesi. La sostanza è che, per molti utenti, l’altezza della sella è diventata un importante parametro di scelta del veicolo. Moto troppo alte, anche se fascinose e guidabili, vengono scartate per l’eccessiva altezza del piano di seduta, che impedisce di poggiare agevolmente i piedi a terra. Parliamo di pochi centimetri, che però, come sosteneva Al Pacino nel film Ogni Maledetta Domenica, fanno la differenza! Per questo motivo, oggi le Case producono diverse versioni delle loro Adventure. Normalmente, i modelli di accesso hanno 180, 200, massimo 220 millimetri di corsa ruota, mentre i modelli più adatti al fuoristrada (sopra, la KTM 790 Adventure R) e per questo più di nicchia, assicurano anche 240 mm di corsa ruota.

L’altezza sella è diventata così importante che a EICMA la Showa ha presentato la versione definitiva di un sistema che, attraverso due precaricatori idraulici (simili a quelli montati sugli ammortizzatori racing per cambiare rapidamente il precarico molla), uno montato sulla sospensione posteriore e uno all’interno della forcella, dà la possibilità di ridurre la corsa ruota (e anche l’altezza del piano di seduta) durante le soste. Dopo la nuova partenza, la corsa ruota viene gradualmente recuperata attraverso una sorta di pompa, che mette nuovamente in pressione il sistema, sfruttando il movimento delle sospensioni. Honda e Kawasaki sembrano interessate a questa tecnologia, fatto che dimostra l’interesse per l’altezza sella!