Linee rétro e aria avventurosa. In Guzzi la chiamano “classic travel Enduro”. La V85 TT, giunta quest’anno alla seconda generazione, è una moto dal fascino innegabile, capace di risvegliare suggestioni sopite ed emotivamente connesse agli anni d’oro dei rally africani. Una all-rounder d’impronta tradizionale nel senso più “mandelliano” del termine, che sprizza voglia di viaggiare e avventura (persino “fuori rotta”) da tutti i pori. Il tutto, però, senza puntare a inutili esasperazioni tecniche o su performance a tutti i costi. L’ultima evoluzione 2021 mantiene fermi i propri capisaldi e il look da rubacuori, introducendo, però, alcune significative novità.

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Motore Euro 5


Partiamo dal motore, che diventa Euro 5. Il noto bicilindrico a V trasversale di 90° raffreddato ad aria, con distribuzione ad aste e bilancieri a due valvole per cilindro, propone numeri quasi inalterati. Quasi. Identica, infatti, è la cubatura: 853 cm3 . Scende, invece, il numero dei cavalli: da 80 di prima, a 76; mentre la coppia sale a 82 Nm a 5000 giri/min (prima erano 80, sempre a 5000 giri/min). Piccoli spostamenti tattici. Dove, invece, i tecnici Guzzi sono intervenuti in maniera più importante è stato sulla curva di erogazione, andando a irrobustirne il vigore ai regimi medio/bassi, uno dei punti deboli della precedente versione. Un risultato ottenuto attraverso un’ottimizzazione della legge di alzata delle valvole. Per il resto, rimangono invariate le caratteristiche principali di un motore orgogliosamente “old school” ma con lo sguardo rivolto in avanti, come traspare dalla distribuzione, dalle punterie a rullo e dalle astine di comando dei bilancieri in alluminio, le cui valvole di aspirazione (da 42,5 mm) sono in titanio.

Passando alla ciclistica - già molto performante - si è deciso di non cambiare praticamente nulla. Sinteticamente, sono stati confermati l’ottimo telaio in tubi d’acciaio, privo di culla inferiore (che sfrutta il motore come elemento stressato), con piastre in alluminio pressofuso di supporto alle pedane del pilota; sospensioni pluriregolabili (con escursione di 170 mm per digerire meglio gli strapazzi in off-road); freni ad attacco radiale firmati Brembo. Sono nuove, invece, le ruote a raggi, che calzano pneumatici tubeless da 17 e 19 pollici. In totale, pneumatici e cerchi sono ora più leggeri di 1,5 kg, con una riduzione delle masse non sospese, a tutto vantaggio della direzionalità. Aggiornamenti più corposi hanno riguardato, invece, l’elettronica, dove esordiscono due nuovi riding mode. Ai preesistenti Strada, Pioggia e Off-road, si aggiungono Sport e Custom. In particolare, Sport è dedicato alla guida “vivace” su strada, proponendo una risposta più aggressiva del comando del gas. Custom, invece, è la classica modalità personalizzabile per tarare ogni parametro secondo i propri gusti: traction control (escludibile), ABS (disinseribile sulla ruota posteriore e con una calibrazione ad hoc su quella anteriore per l’off-road), e risposta del dell’acceleratore Ride-by-Wire.

Confortevole


Voci fondamentali, su una travel come questa, sono prima di tutto la posizione di guida e il comfort. Sul primo fronte, il corpo del pilota è perfettamente inserito nella moto, col busto eretto e le mani che stringono il manubrio, largo e molto ben posizionato. Tutto è rivolto al massimo controllo e ci si sente subito a proprio agio e sempre padroni della situazione. La forma della sella (830 mm da terra) favorisce gli spostamenti e asseconda, di volta in volta, una conduzione più aggressiva o più improntata al relax. Grazie alla svasatura nella zona di raccordo col serbatoio e ai “fianchi” abbastanza stretti, anche i meno alti non hanno particolari problemi a poggiare i piedi a terra. In merito al comfort, la V85 TT è sicuramente una moto accogliente e comoda sulle lunghe distanze. Peccato soltanto per la frequenza delle vibrazioni, che si fa sentire un po’ oltre i 4000 giri/min (ma senza diventare mai troppo fastidiosa) e per il cupolino non regolabile. Passando all’analisi dinamica, iniziamo subito dall’aspetto che maggiormente differenzia il modello 2021 da quello uscente: gli interventi sul motore si sentono e si fanno apprezzare. Il risultato più evidente è una maggiore prontezza quando si riprende il gas in mano in uscita di curva. Nulla di travolgente rispetto a prima, ma ora la risposta a partire dai 3000 giri/min è più gratificante, più piena, senza però andare a scapito dell’allungo (almeno in maniera percepibile).

Un risultato a cui contribuisce anche la nuova modalità di guida Sport, capace sicuramente di far emergere l’anima più aggressiva del bicilindrico, che però rimane soprattutto un motore dall’indole pastosa e regolare. Insomma, la V85 TT non nasce per dare la paga alle supersportive in cima al passo, e coerente con la sua natura, prosegue dritta per la sua strada.

Tutto questo, però, non significa dover rinunciare al divertimento di guida. Nell’affrontare una bella strada tortuosa, è la ciclistica sopraffina a emergere in maniera prepotente invitando ad osare. Nel misto, ad ogni livello di inclinazione, questa Guzzi corre come su un binario. Rocciosa. Dove la metti, sta! In percorrenza, anche pinzando forte, l’effetto autoraddrizzante è praticamente nullo, quasi come se sfruttasse un’elettronica di tipo “cornering”, che però non ha. Merito sicuramente di scelte solide e sapienti, per quanto riguarda la progettazione, la componentistica e le quote ciclistiche. Le sospensioni, in particolare, lavorano davvero bene: offrono sostegno e si adattano, senza problemi, tanto al misto stretto, quanto a quello sprint; anche su asfalto rovinato o attraversando strade bianche, non vanno mai in crisi. L’agilità, già buona, beneficia ora dei cerchi più leggeri, che donano ulteriore reattività nel misto. Adeguata anche la frenata, soprattutto per quanto riguarda la modulabilità. Infine un consiglio. Per tutto il 2021 la V85 TT sarà disponibile a 12.090 euro (appena 200 in più rispetto al prezzo base) nella splendida livrea Centenario dell’esemplare in prova. È semplicemente stupenda. Prendetela così.

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