Sportive On The Road: la prova della Suzuki GSX-S 1000

Sportive On The Road: la prova della Suzuki GSX-S 1000© Virgilio D'Ercole-VD Photo

Dalla costa di Civitavecchia alle colline intorno a Tolfa in sella alla naked sportiva di Hamamatsu, lungo la strada tutta curve considerata da sempre la “palestra” dei motociclisti romani

19 ottobre 2022

Ogni motociclista ha i suoi “luoghi di crescita”. Quelli che, nel tempo, diventano la palestra in cui migliorare la propria guida, dove provare l’ultima moto appena acquistata, dove togliere la cera alle gomme appena montate; o più semplicemente, in cui fuggire ogni volta che la passione bussa forte.

Che la voglia di guidare prende il sopravvento.

La "palestra" dei motociclisti romani


I monti della Tolfa, con i tanti percorsi tortuosi che ne attraversano le valli, verso il lago di Bracciano, oppure puntando dritti al mare in direzione Civitavecchia, Ladispoli o Santa Severa, sono il luogo in cui si sono formate intere generazioni di motociclisti laziali. E allora, è proprio qui - che a proposito di “formazione” - abbiamo deciso di portare una moto come la Suzuki GSX-S 1000, modello che all’interno di un virtuoso processo di crescita motociclistica rappresenta in un certo senso un punto di arrivo. Il momento della maturità.

Perché capace di unire doti di performance elevatissime - il suo DNA è tipicamente racing - alla capacità di essere sfruttata anche nella vita di tutti i giorni. Insomma, un po’ come mettersi in garage, in un colpo solo, Dottor Jekyll e Mr Hyde.

Un tempo, tutti i percorsi che in questo angolo di Centro Italia attorno Tolfa si diramavano su e giù dall’entroterra al mare, rappresentavano un vero parco di divertimenti per le due ruote: curve e paesaggi capaci di passare rapidamente dall’azzurro del Tirreno, alle affascinanti valli e montagne alle sue spalle, selvagge e incontaminate. Oggi, purtroppo, rispetto al passato lo stato delle strade è notevolmente deteriorato; ma per fortuna sopravvivono ancora angoli preservati, in cui godere al massimo il piacere di guida: passaggi veloci, misto stretto, lunghi curvoni che sembrano non finire mai.

Insomma, tutto il repertorio di divertimento motociclistico e situazioni di vario genere necessari a scandagliare le qualità di un mezzo versatile e poliedrico come la muscolosa naked nipponica.

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Suzuki GSX-S 1000, una moto con tanto carattere


A guardarla - con quel musetto tra Gundam e Daltanious, che trasuda tradizione manga da ogni lato la si guardi - la GSX-S 1000 sembra sbarcata un po’ da un altro pianeta. Un’estetica che divide! Ma fascino e carattere di certo non le mancano, e le linee tese che sparano all’insù esprimono dinamismo e aggressività. Un mezzo che potremmo sintetizzare così: tanto motore, una ciclistica ben dimensionata; ma anche la giusta dose di elettronica senza inutili esasperazioni tecniche.

A bordo, infatti, troviamo tutto ciò che serve: riding mode, ride-by-wire, traction control e anche un efficiente cambio quickshifter. Il tutto per un prezzo di listino di 13.390 euro.

Ma torniamo al motore. Il quattro cilindri a bordo ha fatto letteralmente la storia della sportività su due ruote, e soltanto a sentire la parola “Gixxer”, c’è da scommetterci, in tanti sentiranno un brivido di adrenalina salire lungo la schiena. Diamo qualche numero su quest’ultima evoluzione: 999 cm3 ,152 CV di potenza massima e 106 Nm a 9.250 giri/min. Gli aggiornamenti più recenti hanno reso molto più omogenea la curva d’erogazione, sia della potenza, che della coppia, anche grazie all’adozione del Ride-by-Wire. I motoristi, inoltre, sono riusciti a sostituire, con un bel po’ di schiena, il buco che nella generazione precedente si palesava in accelerazione intorno ai 5-6.000 giri.

Ora non c’è più incertezza, e la spinta cresce costante e muscolosa fin dai regimi più bassi. Anche l’elasticità è notevole, e nelle marce alte, quasi ci si scorda del cambio.

L’ossatura in cui è incastonato il propulsore è composta da un telaio perimetrale e da un forcellone “a banana”, entrambi in alluminio, entrambi di derivazione GSX-R. Mentre le sospensioni sono delle Kayaba completamente regolabili, e l’impianto frenante è marcato Brembo.

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